23.09.12

Serve una nuova riforma dei servizi locali

di Benedetto Della Vedova, Gianluca Galletti e Linda Lanzillotta per il Sole 24 Ore del 23 settembre 2012 pag. 9
Dobbiamo porci tutti un obiettivo ambizioso di medio termine, cioè la creazione di buona occupazione nel settore privato. Per questo servono lo sforzo cooperativo di tutti gli attori sulla scena economica e una serie di riforme che sono mancate negli anni passati, lacuna a cui il Governo Monti ha cominciato a rimediare di buona lena.

Per accrescere la competitività del sistema-Paese e contrastare la spirale recessiva che sta colpendo giorno dopo giorno famiglie e imprese, ad esempio, una nuova e accurata riforma dei servizi pubblici locali (di rilevanza economica) rappresenta un`occasione da non "sprecare" in quest`ultimo scorcio di legislatura. Alla fine dello scorso luglio, come noto, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità delle norme che dettavano la disciplina generale dei servizi pubblici locali in quanto adottate, a parere della Corte, in contrasto con gli esiti referendari del 12 e 13 giugno 2011. Nel rispetto dei risultati referendari e del quadro normativo comunitario, il Governo e il Parlamento hanno ora l`occasione di intervenire sulla materia, nella prospettiva di aprire maggiormente il settore e i relativi mercati di riferimento alla libera competizione, nell`interesse dei consumatori e con l`obiettivo di favorire gli investimenti: solo nei servizi idrici, per fare un esempio, occorrerebbero almeno 6o miliardi, difficilmente reperibili nell`alveo delle finanze pubbliche. Anche a seguito della pronuncia della Corte, è opportuno introdurre comunque nel sistema "pietrificato" dei servizi locali, soprattutto per quanto concerne gli assetti gestionali esistenti, dosi massicce di concorrenza nel e per il mercato, affinché i servizi pubblici locali smettano di essere (come purtroppo talora avviene) l`oggetto di comportamenti clientelari di certa politica deteriore.
Si potrebbero ad esempio adottare misure incentivanti rivolte agli enti locali e preordinate sia al superamento dei diritti di esclusiva sia alla dismissione delle partecipazioni azionarie detenute nel capitale delle società pubbliche che gestiscono ì singoli servizi. Misure che, tenendo conto dello stato e dei vincoli della finanza pubblica, potrebbero tradursi nella previsione di deroghe ad hoc al patto di stabilità interno a fronte della destinazione dei ricavi delle dismissioni a riduzione del debito.
Così facendo, si possono ottenere due importanti risultati. Anzitutto - pur tutelando la possibilità per gli enti locali di provvedere in house alla gestione dei servizi pubblici di loro competenza - potremmo promuovere sia l`accesso al mercato di una pluralità di attori economici già operanti nel comparto dei servizi, sia la costituzione di nuove imprese. Il che non potrebbe che riflettersi positivamente tanto sull`entità delle politiche di investimento di natura infrastrutturale e tecnologica quanto sui livelli occupazionali. In secondo luogo, attraverso il contestuale rafforzamento dei compiti di regolazione attribuiti alle autorità indipendenti e alle stesse amministrazioni locali, potremmo creare le condizioni di base per promuovere il miglioramento della "qualità" e della "quantità" delle prestazioni erogate, come pure consistenti riduzioni tariffarie a evidente beneficio degli utenti, siano essi cittadini o imprese. Ecco, dunque, delineati nei suoi termini essenziali i contorni dell`intervento riformatore e le ragioni per le quali non si può indugiare oltre nella definizione di una riforma strategica per la modernizzazione del nostro Paese. Non solo: in vista dell`appuntamento elettorale, questa riforma costituisce anche un importante banco di prova per tutte le forze politiche - comprese quelle non presenti in Parlamento - che quotidianamente sventolano la bandiera delle "idee", magari attraverso qualche confusa dichiarazione sui social network, salvo poi ritrovarsi curiosamente "afone" alla prova dei fatti. Noi siamo pronti a fare responsabilmente la nostra parte, coscienti delle difficoltà, ma altrettanto consapevoli che nel solco tracciato dal Governo Monti - il vero riformismo pretende competenza, coraggio e determinazione.

Posted by Benedetto Della Vedova at 23.09.12 08:31

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