Sole 24 Ore intervista a Benedetto Della Vedova di venerdì 21 gennaio 2011, pagina 21
«Vogliamo fare le cose per bene e tenere conto di ciò che succede nel mondo, evitando di portare a casa una riforma fatta in fretta e furia che o non funzionerà o funzionerà mai ». Il finiano Benedetto Della Vedova, membro di quella commissione Bilancio della Camera che martedì dovrebbe dare il suo parere sul fisco municipale, motiva così la richiesta di rinvio del termine finale per l'approvazione del federalismo giunta in coro ieri da Pd e terzo polo.
Sottolineando come anche sul merito il digs vada ripensato, a cominciare dalla scelta di abolire l'Ici sulla prima casa. Da dove nasce la richiesta di proroga? Da una valutazione di fondo: il federalismo è un progetto diriforma strutturale dell'amministrazione pubblica italiana. Approvarlo oggi, con la fretta che fai gattini ciechi, rischia di essere un errore madornale. Le cose serie vanno fatte per bene. Peraltro da quando è partito il federalismo fiscale sono comparsi degli elementi che Benedetto Della Vedova «Se non c'è disponibilità al confronto sul merito allora verrebbe da dire: approvatevelo da soli» ci inducono alla prudenza Il quadro della finanza pubblica italiana e dell'area euro è cambiato significativamente negli ultimi due semestri. Di quanto tempo in più c'è bisogno? • Abbiamo chiesto sei mesi per discutere i'temi aperti Le obiezioni mostrate sin qui da Baldassarri e dagli altri rappresentanti del polo della nazione non sono ostruzionistiche.
Quali aspetti vanno ancora modificati? Bisogna definire in partenza un quadro che diamaggiorigaran-zie. Avendo scelto la completa abolizione dell'Ici ci si trova a dover studiare un sistemaperequativo che sia in grado di funzionare. Ad esempio va accolta la proposta di Baldassarri che reintroduce l'Ici sulla prima casa ma non la fa pagare detraendola dall'Irpef. È uno svantaggio solo per chipensa che siamo ancora in una fase di propaganda. Intérmini concreti è una soluzione seria perché sennò le differenze tra prima e seconda casa sono difficili da gestire. Cosa succederebbe se la proroga non venisse concessa? Voterete no al decreto? Si, se non c'è la disponibilità di confronto sul merito. E una questione di serietà. Verrebbe da dire: è allora approvatevelo da soli, se ci riuscite.
Posted by Benedetto Della Vedova at 21.01.11 11:23