Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, vice-capogruppo vicario di Futuro e Libertà per l’Italia alla Camera
Le parole di Tremonti e i dati dell’Istat hanno sgombrato il campo da un facile e irresponsabile ottimismo sulla situazione economica del paese. Malgrado il controllo dei saldi di finanza pubblica, il mix di alto debito e bassa crescita rende l’Italia fragile e attaccabile sui mercati finanziari.
E a ciò si aggiungono dati tutt’altro che confortanti sui fondamentali economici del paese: un’inflazione più alta degli altri concorrenti a fronte di tassi di sviluppo inferiori, una disoccupazione alta e tra i giovani altissima e un tasso di inattività abnorme in particolare al Sud, tra i giovani e le donne.
Era questa la situazione a cui, nel dicembre scorso, pensavamo occorresse reagire con un nuovo governo che, con una maggioranza più ampia e un programma più ambizioso, smettesse di vendere “ottimismo”, mettesse in campo riforme strutturali in campo fiscale e aggredisse il debito con una politica di privatizzazione e valorizzazione del patrimonio pubblico.
Tutto questo non è stato possibile. Berlusconi ha rinunciato ad un governo forte e si ritrova, com’era scontato, con un esecutivo debole e una maggioranza parlamentare inesistente, che non è in grado di riaccendere il motore di un paese in panne. Se Berlusconi volesse dare un senso alla legislatura dovrebbe ripartire dalla proposta che ha rifiutato allora. In ogni caso noi, che non siamo degli sfasciacarrozze, se in Parlamento arriveranno provvedimenti nell’interesse dell’Italia, li valuteremo responsabilmente.