Il Fatto intervista Benedetto Della Vedova, 21 agosto 2010 pag.4
Farefuturo ha un suo ruolo ben preciso. E deve continuare a svolgerlo: proporre idee, lanciare provocazioni. Insomma che si cada nel pensiero unico. E' quello che non ci piace di Berlusconi.
L'onorevole Benedetto Della Vedova è pacato come al solito, ma sulla funzione maieutica della fondazione finiana si scalda un pò.
Anche lui, rimasto sempre vicino a fini nelle ultime settimane di passione prende con le pinze la revisione storica del berlusconismo offerta da Ffwebmagazine, ma rilancia la necessità degli spazi aperti.
Ora che Berlusconi vi offre alleanza e pace per i prossimi tre anni che ve ne fate di un think tank?
Serviva prima, servirà adesso. Del resto non avevo molti dubbi su come sarebbe andato il vertice del Pdl. In realtà non c'erano alternative, vediamo i prossimi passaggi.
Oddio: andrete avanti così a botte di lettere infuocate e momenti di pacificazione? Guardi che siamo stremati.
Che vuole, ogni giorno ha la sua pena. Ma credo si possa finalmente ricominciare a ragionare. Il presidente del Consiglio ha ribadito la volontà di portare avanti il programma per cui siamo stati eletti. E noi ci impegneremo.
Mica semplice però. Il premier ha parlato apertamente di legittimo impedimento e di processo breve. Voi avete fatto capire che su questi temi intendete dare battaglia.
Bisogna arrivare nelle sedi deputate, affrontare le questioni in modo serio. La giustizia va riformata, lo diciamo da sempre.
Ma secondo il modello berlusconiano, con le scorciatoie che ha più volte spiegato di voler utilizzare?
Gli italiani hanno necessità assoluta di veder cambiare il paese. Abbiamo l'obbligo di garantire qualche semestre di sano riformismo.
E se rossi tornasse alla carica con Berlusconi manipolatore e dossierista?
Un'iperbole non ha mai fatto male a nessuno.