Francesco Bei intervista Benedetto Della Vedova per La Repubblica del 26 agosto 2010 pag.2
Della Vedova: con noi la competizione è sul futuro. Coi centristi miglioreremo il processo breve
ROMA - «Personalmente pensavo che sarebbe finita esattamente così: la strategia agostana dell"`autoribaltone" sarebbe evaporata di fronte ai dati di realtà». Benedetto Della Vedova, vicecapogruppo di Futuro e libertà, considera «un buon punto di partenza» l`esito del vertice tra Berlusconi e la Lega.
Intanto voi finiani guadagnate tempo: le elezioni per il momento si allontanano... «Le elezioni per "fare fuori Fini" erano incomprensibili: avrebbero premiato il Bossi "di lotta" e punito ilPdl. Quanto a noi saremmo sopravvissuti senza problemi, in qualunque scenario».
Adesso come andrete avanti?
«Regalando all`Italia qualche semestre di riforme e preoccupandoci della Fiat e della crescita. Ogni altra ipotesi apriva scenari imprevedibili. Aspettiamo ora che finisca anche il tormentone delle dimissioni del presidente della Camera».
Berlusconi teme che voi votiate la fiducia sulla mozione ma poi continuiate a mettergli i bastoni
fra le ruote...
«Fli è sì un nuovo gruppo, ma di maggioranza. Alla ripresa va bene un voto di fiducia sulle priorità dei prossimi semestri, ma cerchiamo di essere tutti responsabili fino in fondo, senza trucchi: i titoli dei temi politici sono nel programma, lo svolgimento lo dobbiamo scrivere insieme, governo o a una parte e gruppi parlamentari (tre) dall`altra».
Il governo non rischia di essere travolto da questa guerra intestina?
«Dentro il centrodestra si è aperta una competizione decisa, ma è sul futuro. Noi non siamo il circolo dei parlamentari "amici di Fini": abbiamo una idea innovativa ed europea del centrodestra.
Ci hanno messo alla porta e, se non cambieranno idea, faremo concorrenza al Pdl schiacciato sulla Lega: è nelle cose. Ma il governo può andare avanti, nessun ostruzionismo. Il PdL che espelle Fini diviene una stella morta: fa ancora luce, ma non produce più nuove energie politiche, consuma,
fin che dureranno, quelle preesistenti».
E l`ipotesi di Bocchino di allargare la maggioranza a Casini e Rutelli?
«Era un`ipotesi di scuola. Ognuno sta al suo posto, Fli, Udc, Api. Ma quell`area di responsabilità
istituzionale, cioè la possibilità di superare lo steccato maggioranza-opposizione su temi istituzionali e di interesse genera1e resta viva. E si manifesterà. . .magari per migliorare il processo breve e consentire un voto favorevole ad una maggioranza allargata».