Il finiano Della Vedova: Fini ha fornito spiegazioni sufficienti sulla casa
Alberto D’Argento intervista Benedetto Della Vedova per La Repubblica del 10 agosto 2010 pag. 7
Onorevole Benedetto Della Vedova - numero due dei deputati di Futuro e Libertà - come reagisce alla richiesta di dimissioni di Gianfranco Fini da presidente della Camera avanzata dal Pdl con il portavoce Daniele Capezzone?
“Capezzone lo conoscevo quando (eravamo nei radicali, ndr) e sparava a zero contro Berlusconi augurandosi la sua fine politica. Oggi me lo ritrovo che del tutto impropriamente chiede le dimissioni di Fini. L`esito sarà il medesimo: nullo”.
Ritenete che la nota di chiarimento diramata domenica da Fini sia sufficiente a fugare ogni dubbio sulla vicenda della casa monegasca?
“Fini ha dato delle spiegazioni dovute su una vicenda che oltretutto non riguarda la pubblica amministrazione. Sono del tutto esaurienti e per questo non c`è ragione alcuna per cui si debba dimettere. E in corso un`indagine della procura che, ne sono certo, alla fine certificherà che la ricostruzione di Fini corrisponde al vero”..
Non teme che il caso Montecarlo possa comunque danneggiare l` immagine di Fini?
“Coloro che fino a qualche settimana fa difendevano l`indifendibile oggi usano la potenza mediatica di cui dispongono per una campagna prepotente che certamente inciderà sull`opinione pubblica. Lo spiegavano già gli stalinisti: calunnia calunnia che qualcosa resta. Sul piano istituzionale, poi, trovo grottesca la richiesta di dimissioni e mi dispiace che chi mi accusa di essere passato da garantista a giustizialista solo perché ci siamo astenuti su Caliendo oggi si è trasformato in un Torquemada. E non perché la vicenda lo autorizzi, ma perché viene giustificato ogni mezzo per liberarsi di colui che, sbagliando, viene considerato un avversario politico. Usano la prepotenza del potere, la prepotenza mediatica di cui sono dotati ma alla fine credo che di queste storie rimarrà poco mentre prevarrà il dato politico di un gruppo e di un leader che vuole costruire una destra liberale, moderata ed europea. Volevamo farlo dentro al Pdl, ma lì c`è solo allineamento e omologazione. Ci accusavano di controcanto quando la nostra volontà era solo quella di sostenere al meglio il governo e alla fine siamo stati espulsi per ragioni politiche”.
È ancora possibile un confronto sui temi per andare avanti con il governo o crede che la crisi sia ormai insanabile?
“Se, come sta succedendo in queste ore, dovesse prevalere la prepotenza irrazionale finalizzata a sfasciare tutto, noi non ci potremmo fare molto. Ma io resto un inguaribile ottimista e continuo ad augurarmi che nelle prossime settimane nel fronte berlusconiano prevalga un po` di quel buon senso del quale l`Italia ha bisogno. Spero che non trovino una scusa e un capro espiatorio per andare alle elezioni che per altro porterebbero ad una nuova paralisi”.
Su quali temi siete pronti ad aprire una verifica? Dal Pdl proponevano fisco, giustizia, Sud e federalismo...
“Come punti mi vanno anche bene, ma sono titoli di argomenti su cui confrontarsi. Poi la ragionevolezza vuole che, essendo la maggioranza composta da tre gruppi, i loro rappresentanti si siedano insieme ai ministri interessati a scriverne lo svolgimento, i contenuti. Se però i berlusconiani dicono "o così o niente", se vogliono la guerra ad ogni costo non ci possiamo fare nulla. In caso contrario un modo per andare avanti lo troviamo. Fermo restando che se sui temi fuori dal programma si trovano convergenze più ampie abbiamo solo da guadagnarci.