INTERVISTA DOPPIA
Paolo Gentiloni e Benedetto Della Vedova intervistati da Giorgio Santilli per il Sole24Ore
L'ipotesi del commissariamento di Fastweb per il coinvolgimento nelle inchieste ha agitato ieri e oggi Piazza Affari, ma anche i sindacati: la Cgil ha subito detto che la priorità è garantire la continuità aziendale e quella dei posti di lavoro.
Si riaffaccia il dibattito se sia corretto che a pagare per i reati imputati agli amministratori siano le aziende e i lavoratori. L'ipotesi della "responsabilità amministrativa", una sorta di responsabilità oggettiva, dell'azienda è stata introdotta dal decreto legislativo 231/2001 che all'articolo 15 prevede anche l'ipotesi del commissariamento. Abbiamo chiesto a Benedetto Della Vedova (Pdl) e a Paolo Gentiloni (Pd) un commento sull'ipotesi del commissariamento di Fastweb e una valutazione sull'attualità del Dlgs 231.
Pensa sia giusto e utile il commissariamento ipotizzato dai magistrati per Fastweb?
Paolo Gentiloni (Pd)
Sulla responsabilità degli amministratori non mi pronuncio e penso che i magistrati debbano fare il loro lavoro senza sconti per nessuno e senza polveroni. Al tempo stesso mi auguro che gli amministratori siano messi in condizione di chiarire la loro posizione. Altra storia è però la realtà di un'azienda come Fastweb, per la sua dimensione, per il fatto che è quotata, per la caratteristica di azienda innovativa e dinamica sui mercati: mi pare difficile che un'azienda così possa essere gestita con una gestione diversa da una gestione economica e manageriale. Ho dei fortissimi dubbi sull'opportunità di gestire un'azienda così con una gestione commissariale. Non vorrei che a far le spese di truffe, corruzioni e riciclaggio fosse il patrimonio dell'impresa fatto di professionalità, lavoratori, tecnologie.
Benedetto Della Vedova (Pdl)
Non è in discussione l'accertamento e la punizione di eventuali responsabilità per reati gravi come la frode fiscale o il riciclaggio. Però nel caso di Fastweb abbiamo davanti un'azienda importante innovativa nel creare un mercato e anche una delle poche aziende ogegtto di investimenti stranieri in Italia. Pensoquindi che da parte della magistratura ci debba essere tutta la prudenza e l'accortezza necessarie perché l'azienda, i lavoratori, gli azionisti non paghino con il depauperamento.
La strada dovrebbe essere quella di svolgere indagini senza compromettere l'operatività di un'azienda che, stando su uno dei mercati più dinamici, non si può permettere neanche un mese di gestione commissariale. Considerando i tempi della giustizia italiana, il rischio di compromettere valore e funzionalità sarebbe molto alto.
Il decreto legislativo 231/2001 ha introdotto il concetto di responsabilità amministrativa dell'azienda, una sorta di responsabilità oggettiva, in presenza di gravi reati commessi dagli amministratori. E' una norma ancora valida alla luce dell'esperienza o deve essere corretta?
Paolo Gentiloni (PD)
Difficile una teoria generale in questa materia. Credo siano le indagini, caso per caso, a dover chiarire le responsabilità dell'impresa. Il punto essenziale è evitare che il proseguimento delle indagini fino all'accertamento delle responsabilità abbia come conseguenza una gestione commissariale che può mettere in pericolo la vita dell'azienda. Comunque non bisogna fare generalizzazioni né in un senso né nell'altro. La legge lascia decidere correttamente il giudice caso per caso e non mi priverei dello strumento del commissariamento, utile qualora certe aziende nascano appositamente per svolgere certe attività criminose come il riciclaggio. D'altra parte la legge non dice neanche che automaticamente bisogna procedere con il commissariamento. Non c'è una conseguenza automatico, il giudice ha la discrezionalità per assumere la decisione.
Benedetto Della Vedova (Pdl)
La risposta è su due livelli. Sul primo livello, quello legislativo, penso sia possibile un ripensamento di quella normativa in modo da non creare distorsioni al mercato. La finalità deve restare solo quella di tutelare le prove di un'inchiesta e la possibilità di portare fino in fondo l'inchiesta, non certo far morire le aziende.
Il secondo livello riguarda però chi oggi è chiamato ad applicare quelle norme. Qui mi auguro che ci sia prudenza da parte del giudice in modo che si portino fino in fondo i provvedimenti che sarà necessario adottare ma al tempo stesso si tuteli un'azienda che non c'entra più niente con quella