di Giovanni Trotta per Il Secolo d'Italia del 28 gennaio 2010 pag.10
Scontro tra i poli in commissione Affari sociali al Senato. La Turco: maggioranza arrogante
Non appena la commissione Affari sociali ieri ha iniziato ad affrontare l'articolo 3 del ddl sul biotestamento, quello dedicato all'alimentazione e idratazione artificiali, è subito scoppiata la polemica tra i poli, con scambio di accuse reciproche. Nel frattempo i lavori procedono a rilento e ieri sono stati esaminati solo 3 emendamenti presentati dell'opposizione (2 dell'Idv e 1 del Pd), tutti respinti, che chiedevano di sostituire, all'interno delle dichiarazioni anticipate di trattamento, la parola "orientamento" del dichiarante con la parola "volontà" del dichiarante.
Secondo Livia Turco, capogruppo del Pd in commissione, «il vero problema è che la maggioranza continua a utilizzare logiche e schemi precostituiti di comodo, che prescindono da quello che noi andiamo sostenendo da oltre 4 mesi. Ci vogliono far passare per quelli che non sono a favore della vita - chiarisce Turco - mentre noi siamo per evitare l'abbandono terapeutico. Solo che per farlo è necessario rispettare la volontà del paziente». Affermazioni subito rispedite al mittente dal relatore della legge, Domenico Di Virgilio, secondo il quale La Turco fa comizi: «Noi - ha detto Di Virgilio - rispettiamo il paziente ma vogliamo rispettare anche il lavoro del medico, e non vogliamo che questo si trasformi in un ruolo meramente burocratico».
Ma la vera polemica si è scatenata sul caso-Della Vedova: il deputato del Pdl infatti non ha potuto votare ieri in commissione Affari sociali, perché non registrato dal suo capogruppo. «Trovo veramente singolare - ha detto ancora Livia Turco - che proprio nel giorno cruciale in cui si inizia ad affrontare l'articolo 3, dedicato all'alimentazione e idratazione artificiale, Della Vedova, fino a ora sempre presente, non abbia potuto prendere parte al voto sugli emendamenti. È una cosa che colpisce veramente». Un atteggiamento, quello del Pdl, che lo stesso deputato definisce «controproducente, perché - ha affermato - dentro il gruppo su queste questioni non sono l'unico ad avere una posizione diversa, come più volte dimostrato, da quella che il partito ha in commissione Affari sociali». Della Vedova ha sottolineato che la cosa «spiacevole» è che si è ritrovato «non registrato senza che nessuno me lo avesse detto, sostituito questa volta da altri più fedeli alla linea».
Respinge invece le critiche il capogruppo del Pdl, Lucio Barani: «Della vedova ha sempre partecipato a tutte le 27 votazioni, dunque non c'è nessun caso. Solo che questa volta i deputati assenti erano stati già sostituiti».Per il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella invece «le lezioni del Pd sono inaccettabili». «Non possiamo prendere lezioni - ha affermato Roccella - da un partito che ancora non ha deciso, come abbiamo recentemente visto da tutti e tre gli ex candidati alla segreteria del Pd (Bersani, Franceschini e Marino, ndr), se lasciare libertà di coscienza o meno sui temi etici».
Per il relatore del ddl sul fine vita a Palazzo Madama Raffaele Calabrò, il provvedimento segna un secondo e altrettanto importante passo in avanti di un unico percorso legislativo, iniziato con l'approvazione della legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento.