23.07.08

Caso Englaro, il Pdl spaccato. Maggioranza divisa. Della Vedova (Pdl): ‘Sia rispettata la libertà terapeutica’

La prossima settimana tra Camera e Senato saranno giornate decisive per il caso della ragazza in coma da 16 anni dopo la decisione della Cassazione

di Claudia Fusani da www.repubblica.it

ROMA - "Giù le mani dalla volontà dei pazienti" sia essa espressa direttamente o manifestata in precedenza, dicono quelli a favore del testamento biologico. "La vita è sacra sempre, in tutte le sue forme" e che il giudice non osi decidere quello che non ha ancora deciso Dio.

Quante battaglie in nome di Eluana Englaro. La prossima settimana Camera e Senato saranno teatro di un vero e proprio fuoco di fila di sedute, audizioni e mozioni. A cui la Pdl arriva spaccata. E il Pd con i mal di pancia di sempre ogni volta che c’è una questione etico-cattolica.

Martedì prossimo l’aula di palazzo Madama, come richiesto dal presidente Schifani e da altri senatori della Pdl, capofila Gaetano Quagliarello, discuterà se sollevare o meno presso la Consulta il conflitto di attribuzione tra Senato e Cassazione. Il giorno dopo l’aula della Camera comincerà la discussione su tre mozioni che scombussolano lo schema maggioranza/opposizione e descrivono nuove alleanze: pezzi della Pdl con Radicali e Pd; pezzi del Pd con l’Udc e la Pdl e assaggi di Lega.

La Pdl divisa. Il colpo di grazia all’unità della maggioranza sul caso Englaro arriva oggi dal deputato Benedetto Della Vedova che con rabbia e decisione ha messo insieme dieci deputati del partito della Libertà (Margherita Boniver, Roberto Calderisi, Enrico Costa, Lella Golfo, Chiara Moroni, Fiamma Nirenstein, Francesco Nucara, Alfonso Papa, Mario Pepe) e ha presentato una mozione perchè sia "rispettata la libertà terapeutica. Lo Stato di diritto è con Eluana". I deici deputati della pdl, una sorta di avamposto di laicismo nel partito di Berlusconi, chiedono ("impegnano") il governo "a completare la ratifica della Convenzione di Oviedo e a compiere gli atti necessari per dare ad essa piena e intera esecuzione"; a promuovere e completare a livello parlamentare la discussione sul testamento biologico "avendo cura di non porre in dubbio o contraddire i principi dell’ordinamento (a partire dall’articolo 32 della Carta, ndr) che fondano la legittimità del rapporto terapeutico sul principio del consenso e sulla indisponibilità della vita e della volontà dei pazienti". Fare una legge quindi, perchè necessaria, col presupposto del "principio della libertà terapeutica, riconosciuto nel contestato pronunciamento della Corte di Appello di Milano, e che già oggi un ampio e univoco riscontro nell’ordinamento giuridico italiano".

Le altre mozioni della maggioranza. Saranno discusse e votate tutte insieme mercoledì prossimo nell’aula di Montecitorio. Isabella Bertolini, prima firmataria, muove dal presupposto opposto a quello di Della Vedova e cioè che "qualunque vita deve essere vissuta fino in fondo". La mozione quindi impegna il governo "ad aumentare gli investimenti pubblici per garantire ai malati le adeguate terapie per combattere il dolore, per realizzare nuove strutture di accoglienza per i malati in fase terminale ed i loro familiari, per attivare politiche di supporto, al fine di scongiurare che il malato guardi alla morte come unica via d’uscita dalla propria sofferenza". La mozione è stata firmata anche dalla teodem Paola Binetti.

Il deputato Maurizio Lupi (Pdl), insieme all’Udc Luisa Santolini, vorrebbe contestare l’invasione nel campo legislativo da parte della Cassazione. E sollevare alla Camera lo stesso conflitto di attribuzione di cui discuterà il Senato. L’ufficio di presidenza della Camera prende tempo. "La questione è estremamente complessa - ha detto Fini - non nel merito ma nelle procedure. Quindi bisogna approfondire bene". Se ne riparla martedì.
Il Pd è contrario. I Radicali (Farina-Coscioni) hanno messo sul tavolo la loro mozione che ruota intorno all’articolo 32 della Carta: "Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. E la legge non può in nessun modo violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". Ma a favore del conflitto, dai banchi del Pd, hanno firmato i teodem Luigi Bobba e Paola Binetti e l’ex Dl Renzo Lusetti.

La solita battaglia, quella che da sempre paralizza l’approvazione di una legge sul testamento biologico. L’ipotesi, adesso, è che una maggioranza con questi numeri possa legiferare limitando il libero arbitrio del singolo paziente in nome dell’etica della vita. Dice Beppino Englaro, papà di Eluana: "Da quando i giudici hanno deciso che mia figlia può, anzi, deve essere lasciata morire è stato alzato un polverone che genera solo confusione".

Posted by Benedetto Della Vedova at 23.07.08 20:42

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