Possibile uscita graduale, parzialmente compensata dal gettito dell’aumentato traffico
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl e presidente dei Riformatori Liberali:
Già lo scorso anno, di fronte alla demagogia consumerista di Bersani, Agcom e Antitrust avevano indicato nella tassa di concessione governativa sugli abbonamenti il vero fattore di “blocco” delle tariffe della telefonia mobile. Oggi, nell’ambito di una relazione ampia e complessa, Calabrò ha ripreso questo tema, ribadendo che la tassa di concessione è la ragione per cui non decollano per la telefonia cellulare le offerte flat e semi-flat.
Lo sviluppo e la diffusione della banda larga sui cellulari, potrebbe consentire un forte impulso alla riduzione del divario nell’utilizzo dei servizi in rete che l’Italia ancora evidenzia nei confronti di molti paesi avanzati.
Negli scorsi giorni, peraltro, avevo indicato come il fatto che per l’iPhone i maggiori gestori avessero previsto, come era prevedibile, piani tariffari sbilanciati sui contratti di abbonamento avrebbe comportato un savrapprezzo fiscale per i consumatori.
Ritengo che nel medio periodo, e nel rispetto delle compatibilità finanziarie, sia possibile almeno immaginare una graduale uscita dalla tassa di concessione, che potrebbe essere in larga misura compensata all’inizio dal maggior numero di abbonamenti e in via definitiva dal gettito derivante dal conseguente aumento del traffico, in particolare di quello dati.