08.05.08

I Liberali devono nuotare controcorrente. Per ora

Cristian Bosco intervista Benedetto Della Vedova per L'Opinione dell'8 maggio 2008

Nel corso della "Assemblea dei mille" tenutasi a Chianciano, il leader radicale Marco Pannella ha lanciato l`idea di creare un nuovo soggetto politico di sinistra, alternativo al Partito Democratico.
Benedetto Della Vedova, già europarlamentare tra le fila dei Radicali Italiani, ora leader dei Riformatori Liberali -e deputato per il Popolo della libertà, commenta la proposta del suo ex compagno di. viaggio, pronunciandosi anche sulle prospettive del liberalismo all`interno del nuovo governo.

Che ne pensa della nuova proposta del leader radicale?

Pannella coglie, come sempre in modo intelligente, un`opportunità e una necessità per il centrosinistra italiano, ovvero tentare di inserire una forza liberale nella dialettica con il Pd. Si muove intelligentemente, anche se difficilmente tale progetto potrà crescere e darsi una fisionomia, avendo come punto di riferimento principale la Sinistra Arcobaleno. Il suo appello rivolto alla sinistra bertinottiana è comprensibile solo come clausola di stile, non potrebbe funzionare come strategia: la sinistra antagonista, sotto questo punto di vista, è incompatibile con qualunque progetto che abbia ambizioni o riferimenti liberali.
C`è sempre spazio per il dialogo e per il confronto, con tutti. Ma le possibilità di convergenza e alleanza sono un`altra cosa.

Dopo l`esperimento non troppo riuscito della Rosa nel Pugno, i radicali possono ancora ricoprire un ruolo importante nella politica italiana?

Sicuramente. Nel centrosinistra c`è tutto lo spazio per un`iniziativa politica da parte loro. All`interno dello stesso Partito Democratico, i radicali possono essere una punta di lancia riformatrice. Comprendo che le chiusure da parte della dirigenza del Pd - a partire dalle elezioni primarie, a cui Pannella non poté partecipare - possano spingerli a lavorare dall`esterno più che dall~interno. Ora è opportuno vedere se prevarrà, all`interno dei Partito Democratico, I`idea
di D`Alema di costituire un fronte unico delle opposizioni, oppure quella di Veltroni dell`autosufficienza. Ovvio che, per i radicali, sarebbe preferibile la prima soluzione. Anche se dal mio punto di vista sarebbe meglio un Pd più forte grazie ai liberali di sinistra, che non un ritorno alla coalizione antiberlusconîana.

Da tempo sostiene che il cenirodestra sia il posto più consono per le istanze radicali e liberali. Quali prospettive hanno i liberali all`interno dei neonato Popolo delle libertà e nel prossimo governo Berlusconi?

Nell`immediato futuro per i liberali sarà necessario nuotare controcorrente. La corrente - che si giova.della spinta fortissima della paura e dell`incertezza prodotta da due anni di non governo - porta ad una riscoperta del ruolo dei pubblico e dello Stato. Ma la questione non è riducibile alla contrapposizione ideologica tra statalisti e liberali. La paura è reale e ad essa bisogna rispondere. Il problema, però, è capire quali siano le risposte più efficaci. Un`analisi non consolatoria porta secondo. me a concludere che i problemi economici dell`italia hanno essenzialmente a che fare con i bassi tassi di occupazione, produttività e crescita. Quindi una risposta efficace ai problemi passa da un rafforzamento della competitività del sistema paese e da un ampliamento della libertà economica: meno tasse, meno stato, meno regolamentazione, meno vincoli.

Questo non va contro a quanto recentemente dichiarato da Giulio Tremonti?

Tremonti scatta una foto del presente. il futuro non è "dato". Dipende da come il nostro paese sceglierà di affrontarlo. Per affrontarlo al meglio, io ritengo che l`Italia abbia bisogno non di più protezioni, ma di più libertà: di una diminuzione del carico fiscale, di una radicale riscrittura dei capitoli della spesa sociale, di un alleggerimento della burocrazia pubblica e di un attento riesame dei sussidi alle attività produttive. Sono fiducioso: il ministro Tremonti sarà in grado di operare in questa direzione. Sarà sicuramente un buon ministro dell`economia se riprenderà il percorso già iniziato durante la sua precedente esperienza di governo.
Una "rivoluzione liberate" è quindi ancora possibile?

Tutto va aggiornato, anche gli slogan. Ma vanno cercate le risposte più efficaci per ridare prospettiva all`italia. Se il nostro Paese vuole recuperare il gap che lo divide dagli altri sarà comunque necessario operare certe riforme. Che sono tipicamente liberali.

Posted by Benedetto Della Vedova at 08.05.08 10:24

NB. Per evitare fenomeni di spam, e' possibile inserire commenti solo per alcuni giorni successivi alla pubblicazione del post.
Commenti