da Il Corriere della Sera del 27 aprile 2008 pag.2/3
ROMA - «Già l`offerta a Pietro Ichino del ministero del Lavoro dimostra che Silvio Berlusconi, anche nella formazione del nuovo esecutivo è aperto allo schieramento opposto. C`è spazio per mettere fine allo scontro, e secondo me un rapporto costruttivo con l`opposizione va formalizzato». Benedetto Della Vedova, rieletto nel Pdl, appoggia senza riserve la proposta lanciata da Angelo Panebianco sul Corriere della Sera di assegnare a Pietro Ichino, neo senatore con il Pd, la guida della Commissione Lavoro del Senato.
Idea che alletta anche lo schieramento di cui Ichino fa parte: nel Pd nessuno teme l`inciucio, benché non molti credano alle reali aperture del Cavaliere.
«Sarebbe un simbolo della nuova fase» dice Della Vedova. «E potrebbe portare risultati concreti - aggiunge perché è sulla riforma del mercato del lavoro che il Pd offrirà.la maggior discontinuità
rispetto al passato del centro sinistra», aggiunge Della Vedova.
Di questo è convinto anche Maurizio Sacconi, che pure ha delle riserve sul ruolo da affidare al giuslavorista. «Intendiamoci, noi siamo sempre stati aperti ai contributi costruttivi. Al Libro
Bianco sul lavoro lo hanno lavorato Marco Biagi e Carlo Dell`Aringa, che certo non avevano votato per noi» dice Sacconi. «Dobbiamo affrontare l`emergenza drammatica della crescita, e sappiamo quindi che dobbiamo intensificare le riforme: è giusto cercare il dialogo con l`opposizione. Ichino è una risorsa, benché - sottolinea Sacconi - il presidente di una commissione ordinaria, dovrebbe essere espressione della maggioranza, alla quale garantire tempi e modalità di lavoro».
«Sarebbe un`occasione da non perdere» dice invece l`Udc Luca Volontè. «Figure come quella di Pietro Ichino, oggi, e quella di Marco Biagi, ieri, dovrebbero essere il punto di partenza di qualsiasi governo che avesse una reale volontà riformatrice. Bisognerà vedere se, alla fine, il Pdl avrà la maturità di accettare questa sfida. Mi limito a osservare che in campagna elettorale molti di loro hanno parlato di meritocrazia nel lavoro, ma nessuno si è soffermato delle riforme necessarie a
dare concretezza a quei concetti». Per essere bipartisan, aggiunge Volontè, «si può seguire il metodo tedesco, della grande alleanza, o quello francese. Ma non sarà una nomina isolata adavvicinare Berlusconi a Sarkozy, che ha messo intorno allo stesso tavolo le grandi intelligenze del paese a prescindere dal colore politico» aggiunge Volontè. Chi nutre grandi speranze è invece
Massimo Calearo, ex direttore della Federmeccanica, eletto con il Pd. Secondo il quale, già dall`offerta di Berlusconi a Ichino, si può intuire che ci sia «finalmente voglia di smettere di litigare». Merito di Berlusconi, ma forse ancor di più dio Walter Veltroni «e del suo coraggio di andare da solo alle elezioni. Oggi abbiamo, così, due leader di due grandi schieramenti che possono parlarsi evitando le interferenze di altri venti partiti». Terreno ottimo per le riforme, altro cheinciuci. «La proposta di Panebianco è eccellente. Mi auguro solo che la maggioranza sappia
considerarla. Chi parla di inciucio è fuori dai giochi, è rimasto fermo al vecchio schema della politica. E non c`è più margine per la contrapposizione ideologica».