Sperimentate nella Spagna di Aznar e nella Germania della Merkel: risultati non disprezzabili
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia
Dal punto di vista sanitario mi sembra irresponsabile l’idea che o gli eroinomani smettono di drogarsi, oppure, se non ci riescono, tanto vale che lo facciano nel peggiore modo possibile, senza alcuna assistenza sanitaria (magari per strada, nel fango e con una siringa usata), perché le istituzioni non possono “collaborare” con il loro vizio.
Eppure è questa idea fintamente “rigorista” che ispira le maggiori opposizioni all’istituzione di narcosale (che non sono “negozi” in cui si vende droga, ma ambulatori attrezzati per malati tossicodipendenti da eroina).
Evitare la diffusione di malattie trasmissibili o soccorrere in tempo reale quanti vanno in overdose: questo risponde ad un criterio di responsabilità sanitaria oltre che di solidarietà nei confronti di persone deboli e provate duramente dalla tossicodipendenza. Non sarà impedendo a queste persone di avere un’assistenza sanitaria che si contrasterà più efficacemente la diffusione dell’eroina o delle altre droghe pesanti.
Trovo quindi inutile gridare allo scandalo e invece più che ragionevole sperimentare misure (come accade da tempo in molti paesi europei) per ridurre il danno connesso al consumo cronico di eroina. Lo hanno fatto anche nella Spagna di Aznar e continuano a farlo nella Germania della Merkel, senza che accada niente di sconvolgente.