Di Benedetto Della Vedova
Libero 11 maggio 2007 pag. 5
Nei paesi europei in cui sono state approvate leggi che, a sentire i promotori del family day, distruggerebbero la famiglia, le politiche familiari funzionano mediamente bene. Meglio che in Italia. La spesa per la maternità e l’infanzia è in Italia di tre volte inferiore a quella danese e finlandese; è meno della metà di quella francese e tedesca, metà di quella belga e del 50% inferiore a quella del Regno Unito. In questi paesi si fanno più figli che in Italia. Il nostro tasso di fertilità, infatti, è pari a quello tedesco, ma è inferiore a quello dei paesi citati. La più prolifica è la Francia dei Pacs (che Sarkozy difende). E non c’entra l’immigrazione, le immigrate transalpine fanno meno figli di quelle in Italia, ma le francesi fanno un quarto di figli in più. Eppure, a sentire i teorici del catastrofismo familiare, le normative “relativistiche” avrebbero dovuto deprimere la funzione procreativa.
In Europa, più l’ordinamento familiare tende a riconoscere giuridicamente le nuove forme di convivenza, tanto più estende le garanzie e le tutele economiche a vantaggio delle famiglie tradizionali. E le donne partecipano di più al mercato del lavoro e fanno più figli.
Il Family Day ha finito per fondare le rivendicazioni della politica per la famiglia non sulle agevolazioni per le donne che lavorano, ma sulla negazione ideologica di qualunque status giuridico a forme di rapporto diverso da quello matrimoniale. Se lo scontro è questo, non ci sto. Sono “pro-family” ma non per questo contro il riconoscimento delle coppie gay. Per questo non andrò al Family Day. Sono disponibilissimo a lavorare per ristrutturare la spesa sociale, correggere alcune distorsioni fiscali e ridurre i maggiori costi che l’inefficienza del welfare scarica sulle famiglie. Ciò non significa premiare fiscalmente il matrimonio, ma creare condizioni che consentano di fare figli senza che gli oneri ricadano sui genitori. Infine, non voglio associarmi alla campagna sottilmente anti-gay che gran parte ha avuto nella resistenza al ddl sui Dico
Il problema non e' la procreativita'. I figli nascono anche fuori da un legame stabile come il matrimonio.
Ma dove questo fenomeno e' molto "avanzato" come in Gran Bretagna, per esempio, non e' che le cose vadano molto bene a livello sociale.
Dalla sintesi del rapporto intitolato State of the Nation Report of the Family Breakdown Working Group elaborato dal Social Justice Policy Group del Partito conservatore britannico:
"La famiglia è il luogo in cui la maggior parte di noi impara le capacità fondamentali per la vita; fisicamente, emotivamente e socialmente, è il contesto dal quale scaturisce tutto il resto della vita. [...]
Abbiamo deciso di adottare il termine "crollo della famiglia" nel suo senso più ampio per esprimere tre concetti chiave: dissoluzione, malfunzionamento e "assenza del padre". [...]
A prima vista l’intenzione delle politiche di sostenere tutti i tipi di famiglia può sembrare lodevole, tuttavia ignora il fatto che alcuni tipi di famiglia, rispetto ad altri, portano mediamente a risultati migliori per i bambini e gli adulti. [...]
Rifiutiamo l’idea comoda secondo la quale le politiche possono o dovrebbero essere moralmente neutrali perché ciò è impossibile da attuare concretamente. Benché si debba evitare di fare i moralisti (nel senso peggiore del termine), le relazioni impegnate sono essenziali per il corretto funzionamento di famiglia, comunità e stato, e le famiglie fondate su questo tipo di relazioni dovrebbero quindi essere incoraggiate. La comunità dei legislatori (che comprende i politici, i legislatori e gli accademici) è stata piuttosto riluttante ad affrontare lo scottante argomento del crollo della famiglia presentando in modo chiaro i benefici del matrimonio e delle relazioni impegnate, e i meriti del sostegno e dell’incoraggiamento di queste forme. [...]
Riteniamo che le difficoltà personali nell’affrontare relazioni impegnate o la vicinanza a casi di separazione familiare nelle vite di parenti, amici o colleghi abbia offuscato le considerazioni politiche per troppo tempo. Per questa ragione chiediamo ai lettori di questo rapporto di lasciare da parte la loro esperienza personale e considerare questo caso, basato sulle prove, che vogliamo presentare per cercare di affrontare la sfida del crollo della famiglia. [...]"
Insomma, è un po' la scoperta dell'acqua calda: se "mediamente" le famiglie basate su relazioni impegnate - cioé sul matrimonio (religioso o civile che sia) - "producono risultati migliori per i bambini e gli adulti", allora è nell'interesse di tutti (Stato compreso) incoraggiare queste famiglie che contribuiscono a creare una maggiore stabilità sociale.
http://gino.splinder.com/post/10575180/Famiglia%3A+impariamo+dagli+errori+britannici
aggiungiamoci che oggi in Italia, da un punto di vista fiscale, delle tariffe e delle graduatorie nei servizi, conviene essere conviventi o separati piuttosto che regolarmente sposati.
e mi venite a parlare di dare maggiori diritti ai conviventi.
ce li hanno gia'!
Nessun commento al Suo articolo, solo un grazie. Grazie che domani non viene al Family-day di Roma. Mi scusi, ma la Sua seppur nobile presenza, sarebbe un controsenso. No, non ci conosciamo, è vero, ma per quanto dice e date le contraddizioni in esso rilevate, secondo me,(almeno su quest'ultimo articolo), penso sia meglio così. Non sono di Sinistra. Aborro i Sinistri di qualunque corrente essi siano. Aborro i Gay, quando si atteggiano a martiri ed a richiedere, superbamente, ulteriori diritti a quanti già esistono nelle nostre leggi, a loro tutela. Per me rimangono dei deviati. Per me, cattolico cristiano, non posso dire loro che vivano pure, ma..lascino vivere quelli dell'altra parte del cielo, secondo quanto stabilito dalle leggi della natura umana, dalle origini della nostra civiltà, dagli insegnamenti di Dio, da quanto stabilito dalla Fede della Chiesa, dalla costituzione vigente, fatta dagli Uomini di buona volontà, senza pregiudizi, con Amore verso il prossimo.Fra i quali mi colloco e riconosco anch'io.
Un cordiale saluto, Edoardo Argentino.
Nessun commento al Suo articolo, solo un grazie. Grazie che domani non viene al Family-day di Roma. Mi scusi, ma la Sua seppur nobile presenza, sarebbe un controsenso. No, non ci conosciamo, è vero, ma per quanto dice e date le contraddizioni in esso rilevate, secondo me,(almeno su quest'ultimo articolo), penso sia meglio così. Non sono di Sinistra. Aborro i Sinistri di qualunque corrente essi siano. Aborro i Gay, quando si atteggiano a martiri ed a richiedere, superbamente, ulteriori diritti a quanti già esistono nelle nostre leggi, a loro tutela. Per me rimangono dei deviati. Per me, cattolico cristiano, non posso dire loro che vivano pure, ma..lascino vivere quelli dell'altra parte del cielo, secondo quanto stabilito dalle leggi della natura umana, dalle origini della nostra civiltà, dagli insegnamenti di Dio, da quanto stabilito dalla Fede della Chiesa, dalla costituzione vigente, fatta dagli Uomini di buona volontà, senza pregiudizi, con Amore verso il prossimo.Fra i quali mi colloco e riconosco anch'io.
Un cordiale saluto, Edoardo Argentino.
Mauro/gino: sono queste le "relazioni impegnate" di cui parli?
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Attualita/2007/01/nc160107_omicidi.shtml?uuid=209c91b8-a576-11db-9340-00000e25108c&DocRulesView=Libero