In nessun paese civile si interverebbe in modo “chirurgico” contro capo opposizione
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia:
Già oggi sono in vigore le norme che consentono di accertare e sanzionare gli abusi di chi, essendo titolare di cariche di governo, le usi per favorire le proprie aziende o i propri interessi economici. Esistono procedure e criteri sostanziali affidati, con un amplissimo margine di autonomia, alla valutazione dell’Antistrust e dell’Autorità sulle comunicazioni. E per i casi più gravi, in cui gli abusi configurassero veri e propri reati, non vi è alcun ostacolo all’indagine della magistratura penale.
Ai sedicenti moralizzatori del Governo che vogliono tornare a legiferare sul cosiddetto conflitto di interessi non importa in realtà impedire gli abusi. Importa impedire la loro “eventualità”; il che significa - ed è questo il loro vero obiettivo- impedire “l’eventualità” che Silvio Berlusconi continui a fare politica.
Quando anche – per ragioni davvero generali – si volessero riscrivere in termini più restrittivi le norme in materia compatibilità e eleggibilità alle cariche parlamentari e di governo (cosa che mi sembra tutt’altro che urgente o auspicabile), in nessun paese civile si interverrebbe in modo “chirurgico” contro il capo pro tempore dell’opposizione; come minimo, si sceglierebbe un timing sulla entrata in vigore delle nuove norme tale da chiarire a tutti che non si vuole azzoppare, a colpi di legge, un concorrente pericoloso.
Il vero conflitto di interessi, il vero uso delle istituzioni “a fini privati” è quello del Governo e della maggioranza. Agitano il pericolo che Berlusconi usi le istituzioni a beneficio delle proprie aziende come alibi e preteso per meglio usare il potere legislativo al servizio di una operazione senza precedenti di boicottaggio politico.