13.12.06

Non si parli di matrimonio né di coppie di fatto etero, la questione si pone solo per gli omosessuali

di Benedetto Della Vedova - da Il Foglio pag. 2
Giornali e tv traboccano di spiegazioni circa la necessità di un nuovo quadro giuridico per le “coppie di fatto”. Milioni di persone, si dice, vivono l’unione affettiva al di fuori del vincolo coniugale col medesimo trasporto, affetto, progettualità e senso di reciproco sostegno dei maritati. Ergo, se non riconosciamo loro le stesse prerogative – magari qualcosina meno, per non dare troppo nell’occhio – operiamo un’ingiusta discriminazione.

Una premessa e una considerazione.
La premessa. Un libertario “conseguente” spiegherebbe che diritti e doveri, anche in ambito familiare, dovrebbero dipendere dalla libera contrattazione tra individui e lo Stato non dovrebbe interferire riconoscendo “la famiglia” in quanto tale come soggetto giuridico. Per capirci: la reversibilità della pensione dovrebbe scaturire da un sistema previdenziale a capitalizzazione che la preveda per privato contratto, a favore del coniuge o di altri. Idem per la reversibilità del contratto di affitto, l’assistenza e le disposizioni in caso di grave malattia, la visita in carcere. Così anche per l’eredità, escludendo la “quota legittima”. E’ una logica coerente, che si farebbe bene a prendere sempre in seria considerazione. Ma è un fatto che la famiglia come la conosciamo e nella quale si riconoscono miliardi di donne e uomini non è un artificiale prodotto della normativa - nel nostro caso, del Codice Civile – bensì il portato di una lenta e consapevole evoluzione della tradizione e del costume. Non si tratta di un detestabile costruttivismo statalista, ostile alla libertà degli individui. Morale: ad oggi, per di più nell’Italia ipercorporativa e statalista, smontare le prerogative pubblicistiche della famiglia non mi pare una strategia praticabile né opportuna. Da qui si parte.
E ora una considerazione, anzi due.
Salvo eccezioni marginali – le persone in attesa di divorzio, ad esempio – le coppie di fatto eterosessuali scelgono liberamente di vivere la propria condizione familiare al di fuori di un riconoscimento formale. Preferiscono gestire in piena libertà i propri rapporti, rifuggendo tanto l’onerosità, sociale e non solo, del vincolo matrimoniale, quanto i benefici che ne derivano. Proprio per rispetto di questa scelta lo Stato dovrebbe restarne fuori dicendo: se cambi idea in una settimana regoli la pratica in comune e, voilà, reversibilità, affitto, ospedale, eredità non saranno più un problema. Altrimenti, sono fatti tuoi. E invece no: lo stato paternalista vuole una forma di famiglia ad hoc. Un po’ meno famiglia, come ha spiegato il Ministro Pollastrini: gli alimenti al coniuge in caso di separazione, ma solo “per alcuni anni”. Magari la reversibilità della pensione, ma solo dopo cinque anni.
Ma, anche dopo i Pacs, resteranno centinaia di migliaia di coppie di fatto “libere”. E dunque, coerentemente, ci si dovrà occupare anche di loro: che ne so, alimenti per un solo anno e reversibilità dopo dieci anni. Di questo passo, sempre in nome della reversibilità senza discriminazioni, arriveremmo all’obbligo di accedere ad una qualche regolamentazione pubblica dopo una settimana di convivenza “more uxorio”, con tanto di visite ispettive dei vigili urbani e punizione per chi si ostinasse a non ufficializzare la propria unione. Non la voglio buttare in burla, giacché la questione è seria, ma non riesco a fare dei pacs per le coppie eterosessuali una priorità. Tanto più che le tutele per i figli sono ormai acquisite e che la giurisprudenza ha già posto rimedio ad alcune questioni delicate (sulla pensione di reversibilità in generale, sull’uso e l’abuso, andrebbe aperta la discussione).
Assai diversamente la questione si pone per le coppie omosessuali. Parlo ovviamente di quelle coppie che scelgono di vivere secondo un patto duraturo di reciproca solidarietà ed assistenza. Queste situazioni, almeno nell’occidente libero ancorato alle radici giudaico-cristiane, sono un fatto sempre più socialmente accettato. Sono entrate nella nostra “tradizione”. Queste centinaia di migliaia di italiani non hanno oggi alcuno strumento per vedere riconosciuta pubblicamente la propria unione, contrarre reciprocamente obbligazioni vincolanti e in cambio vedersi riconosciute alcune prerogative: eredità, pensione, assistenza e responsabilità di scelta della cura in caso di incoscienza del partner, visita in carcere, onoreficienze alla memoria, subentro nell’affitto. Qui siamo effettivamente alla discriminazione ed è doveroso colmare la lacuna, con un intelligente mix di “registrazione” pubblica e interventi sul Codice Civile. Non parlo di matrimonio, giacché occorre trattare e chiamare in modo diverso realtà differenti, ma il riconoscimento giuridico per quelle coppie omosessuali che lo richiedano è doveroso. E io, pronto a discutere sul “come”, lo appoggio senza se e senza ma.

Benedetto Della Vedova

Posted by Benedetto Della Vedova at 13.12.06 10:32

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Commenti

Va bene tutto, ma non l'adozione. Cordiali saluti.

Posted by: Angelo Fiorillo at 13.12.06 15:04

Bravo On Della Vedova, sopratutto nella parte libertaria del discorso, si al riconoscimento giuridico della coppia di fatto (gay ma non solo!) in termine privatistico contrattuale legale; no al fattore solidale e assistenziale statalistico in tali situazioni. Anche se non mi è piaciuto il discorso sulla tradizione e sulle radici cristiane (ma chi lo ha detto che un liberale deve conformarsi sull'altrui illiberali tradizioni, il liberale libertarico guarda sempre alla rottura del sistema statalistico e corporativo per dare maggiori libertà a partire dai propri principi, anche a scapito dei principi di ingerenza religiosa).
Anche le famiglie e le coppie oggi giorno impostate eterosessualmente e non solo omosessuali devono liberarsi dall'assillo invadente dello Stato (e della Chiesa se da loro rifiutata!) anche in tale ambito; d'altronde con l'indolenza del non modificare nulla allora rischiamo di divenire come i reazionari di sinistra e di destra che non vogliono rinunicare, o meglio non vogliono dare agli altri legittimo riconoscimento di diritti e altrui maggiori libertà economiche e individuali. Come ho già affermato nei commenti sul sito ufficiale dei salmoni e in altri (neolib.it) bisogna superare il concetto di matrimonio sia religioso che civile (conservatore e progressista), lasciando fuori dalla coppia il controllo dello Stato, e della Chiesa, quest'ultima controlli se lo vuole solo le proprie unioni sacralizzate!.
Il liberale dovrebbe puntare ad autodeterminare il proprio status di coppia, mediante contratti privatistici personalizzabili (validi per la legge) da parte della coppia stessa da effettuare presso studi legali di avvocati (non Comunali!) e con validità giuridica riconosciuta in caso di dissidi familiari presso il giudice e il codice.
Come si devono cambiare i sistemi pensionistici e di welfare in Italia abolendo la istanza statalistica coercitiva attiva nei confronti dei contribuenti passivamente vessati, così bisogna partendo da cambiamenti costituzionali, cambiare il concetto costrutto della famiglia naturale legandolo alla registrazione di tali situazioni di fatto nella società dinamica moderna in cambiamento spontaneo; legislativamente solo a livello di codice da parte della politica.
Iniziando a pensare di più agli italiani a livello costituzionale come INDIVIDUI, non come famiglie o servi lavoratori dello Stato o del Vaticano (su questo noi RL dobbiamo essere maggiormente incisivi politicamente con proposte di smarcamento dalla retorica socialista e clericale, noi dobbiamo portare avanti nostre opinioni politiche e di principio libertarian liberali liberisti libertarici laici all'interno della coalizione di centrodestra senza sconti di alcun genere o rinunce alla Nostra identità liberale).

Post: Passi su neolib.it quando può, e scoprirà un dibattito di opinioni e idee in tal senso, le segnalo un articolo su tale questione pacs da me redatto sul medesimo sito (neolib.it), oltre che ad altre informazioni e idee su altre questioni di sensibilità liberale da parte di noi supporters salmonati (eutanasia, Pacs, partito delle libertà e federazione); sarebbe gradito anche un suo libero commento da rilasciare alla fine di questi interessanti articoli, qualora i suoi impegni glielo permettano.
Cordiali saluti e continui così.
Saluti da LucaF.

Posted by: LucaF. at 13.12.06 16:33

Io sono gay e trovo questo approccio offensivo, vergognoso e umiliante verso me e ogni altro omosessuale. NO AI GHETTI, SI ALL'APERTURA DEL MATRIMONIO. Se si vogliono creare unioni alternative bene, ma che valgano per tutti, e che quindi non si pongano in atteggiamento di sostituzione dell'apertura del Matrimonio Civile.

Posted by: Marco at 13.12.06 18:00

Quella di Marco mi sembra un'inutile provocazione: il "Matrimonio" non è un'invenzione statale, il copyright è della Chiesa ed ha un preciso riferimento alla costruzione di un nucleo familiare classico, con figli, poi successivamente esteso anche a coppie prive di prole. Consiglio: combattete per dei precisi diritti non per "vendette" nei confronti dei benpensanti.

Posted by: JA at 13.12.06 19:56

JA, sbagli di brutto. Nessun desiderio di vendetta verso nessuno. Pretendendo il matrimonio si pretende la parità tra etero e gay. Un'annotazione... qui si sta parlando del MATRIMONIO CIVILE (il Matrimonio statale, quindi laico, che solo eventualmente può essere celebrato da varie confessioni religiose). Il Matrimonio concordatario (cioè quello religioso cattolico) non c'entra un fico secco.

Posted by: Marco at 13.12.06 21:55

Io non sono alto 1,80 e non ho potuto fare il Corazziere. Le regole sono queste: Punto e basta. Non è che mi sono incazzato perché gli Alpini non si chiamano Corazzieri di montagna! Se sei gay, non puoi fare il "matrimonio" ma farai il Patto Sociale. Che da quanto dice Benedetto della Vedova offre le stesse prerogative del "matrimonio civile"! Punto e basta. Ma perché ti vuoi accanitamente appropriare di qualcosa che indica qualcos'altro!
Non è discriminazione: è identificazione di un fatto sancito per legge e, poi, per carità non fate del vittimismo la bandiera, perché va cotro i vostri interessi. Siate voi stessi i primi a dire: "Noi non vogliamo il matrimonio! vogliamo unirci come una coppia qualunque"

Posted by: Pierre at 14.12.06 11:17

Pierre... il Matrimonio mi spetta. Spetta anche ai gay, non solo agli etero. Non è un qualcosa di etero che di cui i gay vogliono appropriarsi. Ed è una istituzione unica nel suo genere... nessun'altro provvedimento la può eguagliare. Il Matrimonio... è il Matrimonio.

Nessun vittimismo... è la realtà delle cose.
Io, poi, non rispondo delle org gay italiane, timide e anche omofobe... io sono una persona allo stesso livello di tutte le altre e quindi esigo di essere considerato e trattato in quanto tale, in linea coi movimenti gay di un po' tutto il resto del mondo civilizzato.

Posted by: Marco at 14.12.06 19:05

MARCO SE VUOI PUOI SPOSARTI IN SPAGNA GRAZIE AL TUO AMICO ZAPATERO NIPOTE DI UN TERRORISTA ANARCHICO DELLA GUERRA CIVILE SPAGNOLA

Posted by: abdrea at 18.12.06 00:22

Marco dal culo non escono i figli,abbi pazienza!

Posted by: rita at 19.12.06 17:08

Abdrea, se permetti ho il diritto di sposarmi anche qui... non solo in Paesi come la Spagna. A quello che mi dice Rita non vale nemmeno la pena di rispondere.

Posted by: Marco at 23.12.06 16:30

Marco non è vero che la natura non discrimini i gay,non li fa mai riprodurre e già questo la dice lunga

Posted by: rita at 23.12.06 18:37

I DO NOT COMMENT THAT BULLSHIT

Posted by: Marco at 23.12.06 19:20

Marco non commenti,perchè vivi fuori da una visione realistica delle cose e rinunci a pensare

Posted by: rita at 24.12.06 01:49

il matrimonio gay è uno schifo micidiale e mi fa cagare

Posted by: cesare il gatto at 24.12.06 11:32

Rita, ne sono fiero.
Se cominciare a pensare vuol dire schierarsi contro la parità etero-gay meglio il non-pensare.

Cesare...
se non ti piace, no prolem: nessuno vuol costringerti a sposare un uomo

Posted by: Marco at 24.12.06 18:00

Marco allora per coerenza dovresti essere favorevole pure alla legalizzazione della pedofilia,della poliamoria,dell incesto,della poligamia e della zoofilia!?

Posted by: rita at 25.12.06 13:52

Come no, Rita... anche dell'omicidio, della tortura, dei furti, ecc ecc

ahahahaha.... mamma mia.

Posted by: Marco at 25.12.06 15:22

Marco non ti scandalizzare,ma in Olanda esiste un partito pedofilo,zoofilo e ipernudista.Le provocazioni di Rita colgono nel segno.

Posted by: tizio at 30.12.06 12:46

Tizio... Tale minuscolo partito olandese fatto da quattro provocatori che scioccano l'Olanda stessa e il mondo intero, secondo te, svalutano la giustezza e la bontà delle riforme progressiste dell'inero Paese??!! Ah ah ah ah ah!!! :-)

Qui è meglio che Zelig...

Posted by: Marco at 02.01.07 17:22

caro Marco è già gravissimo che una società consenta a quattro gatti criminali di presentarsi alle elezioni politiche con programmi farneticanti.Ma la dice lunga sul degrado morale della società e sulla mancanza di riguardo verso i minori.Non mi meraviglierei se fra quaranta anni le loro folli proposte venissero accolte pasrzialmente da parte della popolazione europea

Posted by: tizio at 02.01.07 19:10

Tizio... Non mi pare fossero criminali, ma persone con idee strambe. Dal momento che mi risulta che avere idee strambe non sia un reato (almeno, in Olanda) loro non mi risultano criminali. Te sostieni che avere idee "farneticanti" dovrebbe precludere l'accesso alla politica... bah... chi stabilisce cosa è farneticante e cosa no?? Decenni fa ai più risultavano farneticanti un sacco di cose... in America ad esempio a molti sembrava assai farneticante mettere fine al "separate but equal" cioè alla segregazione razziale che costringeva i neri a scuole a se stanti, bar a se stanti, rotaie o treni a se stanti, sedili di autobus a se stanti, ecc ecc, sembrava assai farneticante pure permettere i matrimoni tra bianchi e neri. Non so, mi lascia perplessa sta voglia di censurare dalla politica chi appare alla massa come farneticante. Senza nulla togliere al fatto che, ovviamente, la penso totalmente all'opposto di quel partito lì. In ogni caso, questi sono problemi attinenti ai limiti da dare alla libertà di espressione e partecipazione politica... nulla danno e nulla tolgono alla giustezza del progressismo che ha portato l'Olanda a fare le riforme che ha fatto.

Posted by: Marco at 02.01.07 23:13

Marco parlare con te è una perdita di tempo.Non hai il senso della realtà,della giustizia naturale,del rispetto umano,dell autocontrollo dei propri sentimenti e pulsioni,della consapevolezza di dover preservare se stessi ed alieno da qualsiasi tradizione etica e culturale.Per te vale solo fare sesso.Auguri e buon anno

Posted by: tizio at 03.01.07 00:24

???????
Tizio ma che dici?? Mamma mia, sei meglio dei comici di Zelig.

Posted by: Marco at 03.01.07 21:39