Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia:
“La mediazione dell’Unione sulle unioni di fatto è un capolavoro di ipocrisia, non solo sul piano del metodo, ma anche su quello dei contenuti. L’Odg si limita ad aggiornare un impegno programmatico vago e confuso ma – per evitare lo scoglio politico rappresentato dai rapporti gay – finisce per delineare una sorta di “diritto di famiglia parallello” assai più eversivo dal punto di vista costituzionale del semplice riconoscimento civile delle coppie omosessuali. Il problema non è di estendere alle coppie eterosessuali non sposate un insieme di diritti e benefici riservati ai coniugi, perché nulla osta a che essi vi accedano (se lo vogliono) ricorrendo all’istituto matrimoniale. L’idea che il regime fiscale dei coniugi vada esteso a coloro che, potendolo, non vogliono diventare coniugi ha, letteralmente, dell’incredibile. Non solo per gli effetti che questo avrebbe sul piano finanziario, ma innanzitutto perché questa “beneficenza di stato” prescinderebbe totalmente dalla scelta libera e responsabile dei “beneficiati”.
Altro è il discorso che riguarda le coppie gay, che hanno l’esigenza di garantire il contenuto “contrattuale” del loro rapporto e che sono del tutto privi di istituti di tutela. Su questo – e non da oggi – ritengo che l’ordinamento civile dovrebbe essere aggiornato, riconoscendo una realtà sociale (e non solo personale), come quella delle coppie gay, che non deve essere discriminate e, nello stesso tempo, non possono essere a forza fatte rientrare nello schema della “famiglia tradizionale”. Su questa fattispecie (e solo su questa) è urgente intervenire, scegliendo laicamente non già di estendere ad essi benefici e prestazioni, ma di riconoscere loro diritti (civili, e quindi economici) di cui al momento sono ingiustamente privi.”
Posted by Benedetto Della Vedova at 08.12.06 18:20Io non capisco come una eventuale regolamentazione delle unioni di fatto, e di eventuali Pacs, per tutte le coppie di fatto violerebbe la libertà di qualcuno. Chi, etero o gay, vuole non avvalersi di alcuna regolamentazione, di alcuna ufficializzazione, di alcun privilegio, sarebbe del tutto libero di farlo. Nessuno ha mai desiderato imporre un qualcosa a chi sceglie di rifuggire da ogni vincolo giuridico. Se qualcuno ha proposto un qualcosa del genere, beh, si faccia una controproposta in favore dei conviventi, sia etero che gay, la quale stavolta non imponga nulla a nessuno.
Se si vuole riconoscere giustizia ai gay, si apra il Matrimonio Civile e si permetta a loro di adottare (a questo proposito, ricordo che Blair ha aperto le adozioni alle coppie gay con una legge approvata nel 2002, quindi addirittura prima che in Spagna vincesse Zapatero).
Io, infatti, come tutti i miei amici omosessuali e bisessuali, sono del parere che il Matrimonio Civile vada aperto anche in Itala alle coppie gay, come fatto da Belgio, Olanda, Spagna, Canada e Massachusetts. Non esiste assolutamente che i gay debbano essere ghettizzati in istituti a sè, in puro stile segregazionista. La storia dei neri ci dovrebbe avere insegnato che "separate is NOT equal"! Il matrimonio è un qualcosa di unico, è universale e compreso e rispettato da tutti... quando parli di Matrimonio tutti sanno immediatamente di cosa si tratta, dovunque te ti trovi e di fronte a qualsiasi persona. Registrarsi, o unirsi civilmente non sarebbe la stessa cosa. Ma ve l'immaginate uno Stato che permette ai bianchi di sposarsi, di unirsi in matrimonio, e confina i neri in una "unione registrata"?! Ve lo immaginate?! Sarebbe uno Stato razzista, inequivocabilmente incivile. Qui è lo stesso identico discorso. Sulle adozioni si può avere anche qualche riserva (anche se dovreste aprire anche ad esse, come invitano a fare organizzazioni come l'American Psychological Association). Ma sul Matrimonio Civile credo che non possiate proprio avere dubbi: va esteso ai gay. No, quindi a istituti di garanzia appositi per gay, quindi ghettizzanti, umilianti, offensivi verso la dignità dei gay, sì all'apertura del Matrimonio Civile alle coppie dello stesso sesso e a eventuali provvedimenti per coppie di fatto che siano aperti a tutti.
L'atteggiamento dell'Unione sarà pure ipocrita, ma almeno provano a parlarne in parlamento... Qualche liberale in più da quella parte c'è...
Io mi chiedo: dove stanno in questo frangente i liberali del Centrodestra?
Sono liberali sono quando si tratta di evadere le tasse? E quando si parla di diritti civili?
Vogliono mica il liberismo alla Cinese? Libertà economica massima e libertà civile minima?
Cari 2 liberali della CDL in questo caso (e in quelli analoghi) appoggiate quei 4 liberali del CentroSinistra e fate parlare di un argomento che serve a tutti...
Per favore, è l'Italia civile che lo chiede, non cercate l'ago nel pagliaio cercando distinguo, cercate di fare fronte comune per favore
Posted by: Luca at 11.12.06 16:52Stato e culo dovrebbero cooperare per il benessere sociale del popolo
Posted by: riccardo ciullo at 12.12.06 15:48