13.02.06

Nell’Italia dei mini-potenti nessun re (e forse è meglio)

di B. Della Vedova, dal Corriere Economia:
Vi è qualcuno che comanda davvero, in Italia? A questa domanda tenta di rispondere il bel saggio di Giancarlo Galli «Poteri deboli. La nuova mappa del capitalismo nell’Italia in declino». In prima battuta verrebbe da chiedersi se e quanto, in via di principio, sia auspicabile che, in un Paese di democrazia liberale, ci debba per forza essere qualcuno «che comanda», nel senso di un potere, fosse anche quello politico, che imponga la propria visione delle cose e determini ciò che si muove nella società e nell'economia.

L’analisi di Galli, però, si muove su un piano diverso, descrivendo un Paese che subisce il declino mentre i vari poteri mancano di prospettive e perdono di credibilità, oltre che di un’idea condivisa di come rimettere il Paese in carreggiata.
La polemica puntuta di Galli non risparmia - quasi - nessuno: sindacati e Confindustria, editoria e finanza, Banca d’Italia e magistratura, e, ovviamente, classe politica. Perfino il presidente Ciampi è oggetto di un’osservazione di questi tempi assai poco politically correct: «Fa bene quell’ottuagenario galantuomo che sta al Quirinale ad ammonire e stimolare, rivolgendosi a quel Paese reale che tira il carretto. Ma forse ci sarebbe bisogno delle picconate di Cossiga». Galli si sottrae, pur senza troppe tenerezze nei confronti del Cavaliere e del resto della compagine di governo, dall’utilizzare Silvio Berlusconi come capro espiatorio del declino - che nel libro si dà per acquisito. La chiamata in correo dell’autore, infatti, non solo riguarda maggioranza e opposizione parlamentare, ma tutti i protagonisti che calcano le scene del Belpaese. Non si salvano né Unione europea né moneta unica.
L’unico potere in controtendenza, che guadagna in termini di autorevolezza e credibilità, secondo Galli, è quello della Chiesa, uscita vincente da quello che viene definito «Lo tsunami del 13 giugno», il referendum sulla fecondazione assistita. Ma se anche così fosse - per certi aspetti, alcuni buoni altri meno, lo è - non potrà certo essere il Cardinal Ruini ad arrestare quella che impietosamente Galli chiama la «decomposizione» dell’establishment italiano.
Nel racconto, perché in molte parti di questo si tratta, ricco di riferimenti autobiografici e di resoconti di incontri, si trovano molte considerazioni illuminanti sui nostri guai. Come quella sul primato italiano di dipendenti pubblici: «Ridurli di almeno un terzo, aumentando l’efficienza di chi resta, produrrebbe immensi vantaggi: ma manca la volontà politica, soffocata dal clientelismo, di andare con l’accetta nella giungla parassitaria». A sostenerlo, spiega l’autore, non è un liberista reagan-tatcheriano, bensì Luigi Cappugi sul Riformista .
O quella su Alitalia «che dovrebbe fallire, ma il problema non sembra quello di far volare gli italiani: trattasi di salvare i posti ai dipendenti che con le loro follie contrattuali (nove sigle sindacali) punteggiate da scioperi hanno contribuito ad affossare la compagnia. I diritti del cittadino-utente vengono sempre dopo». Parole sante.
Per il 2006, con le elezioni alle porte, il barometro di Galli segna uragano, dal momento che per l’Italia non c’è alle viste «un radicale ricambio della classe dirigente. Infatti, tanti poteri deboli non fanno una forza». Vero. Ciò detto, però, è bene guardarsi dalla stereotipata (non in questo libro) retorica del declino: per arginare quella speculare di un qualche nuovo «miracolo italiano» che ci potrebbe venire propinata al primo segnale favorevole. Le altalene emotive rischiano infatti di nascondere la «normalità» della soluzione alla questione italiana: riforme, riforme, riforme.

www.benedettodellavedova.com

Posted by Benedetto Della Vedova at 13.02.06 12:13

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Commenti

HO MOLTA AMMIRAZIONE PER LEI E CONCORDO CON LE SUE IDEE ECONOMICHE E POLITICHE.
vORREI CHE IL MIO PROSSIMO VOTO LA FAVORISSE. cOME CI SI DEVE COMPORTARE CON LA NUOVA LEGGE ELETTORALE.
pOSSO RICEVERE INFORMAZIONI AL MIO INDIRIZZO E-MAIL?
CON I MIEI AUGURI
arrigo.albertini@fastwebnet.it

Posted by: ARRIGO ALBERTINI at 06.03.06 09:56