di B. Della Vedova, da Libero:
“A me pare anche di vedere un mondo di garantiti che, impugnando i diritti dei non garantiti, li fottono e li tengono alla larga dalle redazioni”, parole grosse, che vengono dal direttore di un giornale politically correct come “Europa”, organo della Margherita. Si parli di giornalisti o di pubblico impiego o di impiego privato, il potere del sindacato in Italia costituisce un’anomalia perversa.
Perché da noi, il paese più sindacalizzato al mondo, la “costituzione materiale” ha assegnato alla trimurti un potere costituzionalmente abusivo. Una politica tremebonda di fronte alle piazze traboccanti di scioperanti convocati con ingente dispiego di mezzi, assegna alla trattativa con i sindacati un’importanza superiore a quella del confronto politico interno alle coalizioni e tra coalizioni. Che si ascoltino i sindacati sulle questioni del lavoro, anche in senso lato, va benissimo. Altro conto è “negoziare”. Altrimenti, come diceva il compianto Presidente della Consulta Vincenzo Caianiello a proposito della concertazione, “il Parlamento si riduce a mettere un timbro su decisioni prese altrove”.
La concertazione prevede un ruolo importante anche per la Confindustria, che non sciopera e non riempie le piazze ma ha buoni mezzi - di stampa, per esempio - per fare pressione. Il ruolo è diverso, ma è chiaro che noi vorremmo un disarmo bilaterale: meno sindacato ma anche meno Confindustria.
Torniamo al punto: un ruolo anomalo, quello del sindacato, ma soprattutto perverso. Nessuno disconosce meriti storici al movimento sindacale o prefigura una situazione in cui non vi sia spazio per le organizzazioni dei lavoratori: qui si discute di altro. Oggi il sindacato, rigonfio di pensionati e dedito alla politica, non è strumento di lotta per l’emancipazione e la promozione dei lavoratori più deboli o dei disoccupati, ma una pietra angolare su cui si sta costruendo una società duale. Il sindacato difende oltre il ragionevole chi ha già - articolo18, pensioni di anzianità, cassa integrazione - ben sapendo che i costi di queste rigide garanzie si scaricano sui più deboli: a partire dei giovani che faticano a trovare contratti di lavoro standard o che non trovano lavoro punto e basta o che avranno pensioni da fame.
Ma la perversione sta anche in settori cruciali come quello della scuola, sfiancata da decenni di contratti sindacali pensati sempre e soltanto in funzione nella scuola lavora e mai in funzione di chi dovrebbe imparare. Nella scuola è massimo il contenuto “assicurativo” nell’accezione usata da Pietro Ichino: stipendio basso ma garanzia assoluta del posto di lavoro fino alla pensione e senza alcun premio al merito individuale. Una pazzia in un settore cruciale come quello dell’istruzione, dove massima dovrebbe essere l’attenzione alla qualità dei docenti.
Si potrebbe parlare di molto altro, compresi i finanziamenti pubblici ai patronati, le trattenute sulle pensioni effettuate dall’Inps e i fondi per la formazione malamente utilizzati.
Il fatto è che in Italia esiste, grande come una casa, una “questione sindacale” di cui nessuno sembra volersi fare carico. Il centrosinistra non potrebbe per ragioni di scambi elettorali e di sostanziale omogeneità politico culturale. Spetta ad un centrodestra che voglia essere paladino di riforme e libertà, prendere di petto il sindacato. La Thatcher lo fece tanti anni fa, con benefici enormi per il suo paese e per il “delfino” Tony Blair. I tempi sono cambiati, certo, ma da noi la questione resta. I sindacalizzati sono tanti e visibili; ma coloro, a partire dai giovani, che ne subiscono lo strapotere sono di più.
Sottoscrivo ogni singola riga.
Dobbiamo smantellare con decisione questo welfare corporativo e parassitario che invade prepotentemente la nostra società.
Iniziamo con i sindacati: una delle numerose mafie statali, finanziata con i nostri soldi.
Posted by: Jinzo at 11.11.05 21:57Apprezzo molto la posizione dei riformatori liberali.
I riformatori non possono allearsi con la sinistra vetero e post-comunista di Diliberto, Cossutta, Pecoraro e Mussi!
Radicali con la CDL!
http://liberidallaforma.blogspot.com/
Concordo in tutto. Colgo l'occasione, caro Dalla Vedova, per testimoniarle la mia considerazione. Credo che da lei mi dividano molte cose - a partire, per esempio dalla posizione sulla legge 40 - ma apprezzo il suo autentico spirito liberale e il suo approccio per nulla tribunizio e demagogico-cialtrone (come quello di molti suoi ex compagni di strada) ma interessato alla "sostanza" culturale dei problemi.
Auguri per il suo progetto,
Bernardo
Posted by: Bernardo at 12.11.05 17:34ottimo articolo, che condivido dalla prima all'ultima parola
se posso aggiungere qualcosa...: a mio avviso, un tema di politica economica che per il 2006 dovrebbe diventare un cavallo di battaglia dei RL e, si spera, di tutta la CdL, è quello dell'inemendabilità della legge finanziaria
una battaglia politca contro un sistema di votazione della legge di bilancio che permette sprechi e particolarismi degeneri può essere un tema utile, importante, nuovo ed al tempo stesso popolare e capace di portare un certo, discreto, numero di voti
Posted by: Corrado at 13.11.05 06:13Benedetto Della Vedova nel denunciare il "vecchiume" del sindacato italiano, non può prescindere dal constatare che in tema di tutele dei diritti sindacali lo Stato non fa opera di prevenzione e allora, ecco che i lavoratori aderiscono "liberamente" ai sindacati. Nel settore privato non esiste alcuna tutela, e ai dipendenti spessissimo non vengono versati neppure i contributi, e le leggi di settore vengono interpretate unilateralmente. Perchè l'Ispettorato del lavoro è sparito dalla circolazione? Perchè non esercita l'attività di controllo preventivo sui posti d'impresa? Ecco perchè si aderisce al sindacato, spesso anche controvoglia, ma nell'illusione di guadagnarsi così un minimo di tutela dei propri diritti. Nel settore della P.A. non c'è soltanto la tutela del posto di lavoro(cosa peraltro giusta), ma la garanzia di dispregiarlo, grazie a leggi permissive come quella sciaugurata che porta il nome di Livia Turco, e che ispirata forse da nobili principi, favorisce il più sfacciato minchionismo all'italiana.
Posted by: Maralai at 14.11.05 21:22Vi segnalo un mio post che parla di Della Vedova e i R.L. sul blog "Born To Be Free" (http://btbf.blogspot.com)
Tudap
Posted by: Tudap at 17.11.05 15:38La destra dovrebbe farlo, ma la destra ha ceduto al ricatto del sindacato, come accennato in questo intervento, sulla riforma dell'art. 18, tanto per fare un esempio. Il governo Berlusconi ha dimostrato in quell'occasione di preferire la strada più facile, lasciando l'attuazione di riforme incisive a qualcun altro.
Posted by: ilpunto at 20.11.05 01:38