da Il Foglio del 7 ottobre 2005, pag. 2, di Benedetto Della Vedova:
Al direttore – Riformatori Liberali, Il soggetto politico nella Cdl e per la Cdl, promosso con Marco Taradash, Peppino Calderisi, Carmelo Palma e tanti altri, prende le mosse da alcune radicate convinzioni e da un’ambizione. La prima convinzione è che l’Italia abbia necessità e urgenza di riforme liberali e liberiste per uscire dalle difficoltà in cui ancora si trova.
Ci sono equilibri consolidati e posizioni di rendita e privilegio che vanno combattutti puntando sul mercato e sul binomio libertà/responsabilità delle persone. La seconda convinzione è che questo centrosinistra guidato da questo leader sia attrezzato per gestire la continuità di questo sistema italiano, non per promuovere una stagione di riforme. La sinistra di Prodi, Bertinotti e Diliberto non può che essere conservatrice; nulla a che fare con quella di Tony Blair. La sinistra italiana resta, ad esempio, vittima dell’ipoteca sindacale. A noi è sembrato assurdo che nel dibattito estivo sulle ragioni delle difficoltà in cui si dibatte l’Italia siano stati tirati in ballo tutti i poteri, forti o meno forti, ma nessuno abbia messo in discussione il ruolo e il potere abnorme che il sindacato italiano, nella sua azione politica, ormai preminente su quella sindacale, esercita nel nostro paese. Tra le tante anomalie, possibile che nessuno citi più quella che siamo il paese più sindacalizzato al mondo? Con un sindacato che sempre più è la lobby dei pensionati e sempre meno fa il proprio mestiere, quello di difendere e promuovere i lavoratori più deboli. La terza convinzione è che, viceversa, il destino riformatore e liberale sia quello segnato per una Casa delle libertà che voglia tornare a essere il punto di riferimento per la maggioranza degli italiani. La quarta convinzione riguarda la scelta giusta del governo Berlusconi di schierare l’Italia al fianco della politica del presidente Bush e di Blair per promuovere libertà e democrazia, intese come fondamenti irrinunciabili delle politiche di sicurezza. Il segretario dei Ds, Piero Fassino, ha detto al Congresso che i veri resistenti iracheni sono i milioni di cittadini che hanno votato e, sottinteso, non quelli indicati dall’eurodeputata Gruber… ma se fosse stato per Fassino e per la sinistra italiana, in Iraq non ci sarebbe stata nessuna libera elezione. La quinta convinzione è che nella Casa delle libertà le nostre idee e le nostre proposte (in particolare sui temi economico- sociali, sulla politica internazionale e sulla giustizia) abbiano piena cittadinanza e possano entrare nella discussione programmatica, anche quando l’orientamento finale fosse un altro (cosa che a sinistra non potrebbe accadere). Ma c’è anche la convinzione che sui temi etici la nostra posizione di laici, aperti al dialogo ma laici, è diversa da quella espressa dalla maggioranza degli eletti della Cdl, ma corrisponde alle aspettative di molti elettori che vogliono continuare a votare Cdl, pur avendo sui pacs posizioni più vicine alle nostre, che siamo favorevoli, che non a quelle di molti esponenti cattolici della coalizione. E, da ultimo ma non di minor importanza, c’è la convinzione che la ledership della Cdl abbia piena disponibilità a valorizzare una presenza riformatrice, liberale e radicale.
L’ambizione invece è quella di contribuire a un rafforzamento dell’area liberale, laica, radicale, riformatrice dentro la Cdl. Vogliamo contribuire a rilanciare quello spirito riformatore che nel 1994 e poi nel 2001 ha assicurato la vittoria alla coalizione guidata da Silvio Berlusconi. Vogliamo dare un punto di riferimento in più agli elettori più giovani che scelgono per se stessi la libertà e la responsabilità e rifiutano il paternalismo assistenzialista, atteggiamento maggioritario a sinistra.
Sappiamo che nel centrodestra e in particolare in Forza Italia le istanze liberali sono sempre state e sono presenti, così come in molte iniziative del governo. Ma noi crediamo che su questo fronte vi sia da fare ancora di più. Naturalmente, la nostra iniziativa è stata accelerata dalla decisione di Radicali italiani di puntare alla creazione di un nuovo soggetto politico con lo Sdi che si collochi nell’Unione prodiana. Una scelta che noi non abbiamo condiviso. Ma se le scelte sulla politica italiana tra noi e Marco Pannella sono quindi chiaramente contrapposte, la nostra iniziativa non ci impedirà di proseguire la nostra militanza nel Partito Radicale Nonviolento, Transpartito e Trasnazionale, un soggetto che non si presenta alle elezioni e a cui aderiscono parlamentari di tutti gli schieramenti politici e di molti paesi.
Posted by Benedetto Della Vedova at 07.10.05 12:20Gli avvenimenti di questi giorni tendono a segnare e determinare gli scenari futuri della politica italiana, per almeno tre legislature. La richiesta con i mal di pancia del partito di Follini di reintrodurre nel sistema elettorale del proporzionale, ora fatta proprio da Berlusconi, che vuole il proporzionale del proporzionale, per recuperare nel conteggio finale dei voti anche quelle formazioni di miuscola entità. L'altra novità che sta lentamente uscendo alla ribalta è la spaccatura verticale del Partito radicale italiano, e le scelte di campo che la determinano: dalla parte del centrosinistra Pannella con lo Sdi, mentre un troncone guidato da Benedetto della Vedova ha scelto la Cdl. Nel mio blog abbiamo aperto un dibattito ed il maggiore contributo è stato reso dal blogger "Musica & Politica" (alias Luciano Paolini) che reputiamo meritevole di portarlo con questo post, all'approfondimento di tutti.
scrive, tra l'altro, Maralai
Pannella si è mosso con eccessivo ritardo ed in modo molto imponderato; ciò rientra comunque nel suo stile. La sua vocazione è il disastro politico. Storicamente provato. Chi si è rifugiato nella Cdl ora deve muoversi tra le sue rovine(della Cdl). Ma con questa (preciso, questa) sinistra non vi trovo neanche una mezza virgola d'incontro. La Cdl è un accumulo di macerie, ma "almeno", scava quanto ti pare, non vi trovi Diliberto!
scrive Musica e Politica:
Troveremo la Mussolini che non è poi così migliore. Dai, perché non ci diciamo la verità? Il problema è che le tematiche radicali stanno sullo stomaco a destra come a sinistra, ma se pensiamo alla politica proiettandoci un po' in avanti con gli anni, non possiamo non rilevare che un discorso pienamente laico e riformista lo puoi costruire più a sinistra che a destra. Certo, a guardare ora il panorama, Pannella e i radicali avrebbero fatto meglio a venire nel tuo sottoscala, ma credo che comunque non resterai solo fra le ragnatele :-)
infine Maralai
L'orizzonte del laburismo italiano è negato dal cattocomunismo che si è impossessato del centro sinistra. Il passaggio alla fase successiva, ossia a quella di uno schieramento realmente riformatore, più che riformista, dichiaratamente filo occidentale, presuppone la caduta del prodismo e la disfatta dei comunisti e del comunismo. Credo che più che Berlusconi, contribuisca Bertinotti a sconfiggere Prodi, con l'arma delle primarie; se Bertinotti riuscirà nell'operazione, poi sarà tutta a sinistra la resa dei conti.Sarà allora, in quel contesto, che l'anima riformatrice e laburista prenderà corpo e attirerà attorno a se i soggetti e le culture che si ispirano a quei valori a prescindere dalla contingente collocazione. Il sottoscale della Cdl è la metafora politica protrettrice e difenditrice da improprie etichettature; si deve crescere nel sottoscala della Cdl, come nel raggruppamento Radicali-liberali-Sdi, ma con la sensibilità di aderire ad un futuro richiamo ove queste forze unite dalla stessa vocazione anche se divise dalla collocazione, possano concorrere e misurare i suoi ideali da una posizione di forza numerica. Chi sta a sinistra detesta il clericalismo supponente, e chi sta nella Cdl entrambi; ma in misura notevolmente superiore il comunismo. Da qui la spaccatura all'interno del socialismo e tra i socialisti italiani, e tra il movimento o Partito Radicale. Il successo finale, anche se non rivelato, sta a cuore ad entrambe le fazioni. Ma, senza eccesso di enfasi, perchè le strade aperte da Pannella e da Della Vedova, così come Boselli e De Michelis sono ancora agli inizi e viaggiano disgiunte e parallele. Paradossalmente il sistema proporzionale in corso d'opera faciliterà questo percorso. Anche se per il ricongiungimento non mancheranno gli ostacoli, e tra i principali annovero gli stessi fautori: da una parte Pannella e dall'altra Gianni de Michelis.
Caro Benedetto,
una bella lettera. S A C R O S A N T O il riferimento al sindacato! Più debole quest'altro passaggio: "La terza convinzione è che, viceversa, il destino riformatore e liberale sia quello segnato per una Casa delle libertà che voglia tornare a essere il punto di riferimento per la maggioranza degli italiani". E' una prospettiva auspicabile certo, ma se vogliamo essere onesti, nessun indizio pare al momento incoraggiare tale visione della realtà.
Rimango tuttavia dell'idea che qua si continui a giocare sul tavolo di un bipolarismo che verrà ben presto squadernato ... ed era l'ora! Per la salute di questo paese. So che da "discepoli" di Teodori, gli amici Radicali (O ex) sono per un bipartitismo figlio di un maggioritario uninominale secco senza tanti refusi di varia natura, ma credo sia l'ora di rassegnarsi che non esiste intervento di genetica politica in grado di impiatntarlo nel DNA del sistema italiano. Si inizi invece a pensare alle prospettive di un proporzionale in procinto di dispiegare i suoi effetti. Anche una riformaccia come quella generata in questi giorni dagli sorzi di equilibrismo del governo può permettere entro breve di pensare a scenari nuovi.
Ecco allora che l'assoluta incapacità di pensare il futuro, anche quello più prossimo, delle classi dirigenti di questo paese, si palesa in tutta la sua disarmante assolutezza.
Anche la vecchia volpe Pannella ha preferito vestirsi da gattopardo senza voler capire che the times they are a-changing. Stiamo qui a discutere su quanti seggi in più rispetto al Mattarellum potrà prendere la CdL e nessuno che osa dire ad alta voce che questo sistema elettorale potrebbe aprire nuovi scenari al centro per un soggetto in grado di aggregare identità che si sappiano dichiarare fortemente liberali. Liberalismi di varia matrice socialista, laica, ma anche cattolica! Signori miei un Vittadini verrà pure dall'Azione Cattolica (se non erro), ma quanto a liberalismo può insegnare a tanti laici!
Trovo grottesco che in Italia un discrimine della discussione politica sia la laicità delle forze politiche. Grottesco ed avvilente per un paese che ad altro a cui pensare, ma che preferisce evitare di farlo.
Cordiali saluti,
Tommaso
Ciao Benedetto!
credo che molti siano impazienti di avere notizia di un appuntamento aperto al pubblico ed ai simpatizzanti, in cui sia possibile iniziare a partecipare.
Vado più volte al giorno sulla pagina "Come aderire" del vostro sito, ma è sempre "in costruzione"...
Ciao,
Gionata
Caro Benedetto, sono un simpatizzante radicale da quando ho il dono della ragione e sono sinceramente dispiaciuto che il movimento radicale abbia perso il tuo grande contributo di pacatezza e competenza, soprattutto in tema di riforme economiche. Per non parlare del fatto che abbiamo fatto la stessa grande università.
Ma come sempre accade, bisogna fare una scelta. Tu hai fatto la tua, ogni militante radicale in cuor suo sta facendo la propria. Non sono personalmente entusiasta della svolta a sinistra che Marco, Daniele et al. stanno producendo in questi mesi, però non riesco neppure a biasimarli del tutto se cercano ancora una volta - instancabilmente - di portare avanti le stesse idee di sempre cercando questa volta appoggio altrove.
Non sono d'accordo con te quando dici che è il centro destra il naturale collocamento delle idee radicali. In effetti, è proprio nella natura stessa del DNA tadicale di essere a casa propria e al tempo stesso inviso a entrambi gli schieramenti. Perchè noi radicali siamo così: siamo terzi per natura. Siamo quel "centro radicale" che Daniele Capezzone tempo fa aveva scoperto essere lucidamente analizato da un paio di studiosi di politica americana e che raccoglie gli ideali di quelle poche mosche bianche che non si accontentano delle libertà economiche, ma vogliono, pretendono anche quelle sociali.
Non c'è via d'uscita a destra, e lo sai. Troverai qualcuno che ti darà ascolto e una pacca sulla spalla soltanto finchè farai il bravo e sceglierai di discutere soltanto di economia, ma nel momento in cui azzarderai un comemnto relativo alla sfera delle libertà sociali, verrai immancabilmente ed inesorabilmente messo a tacere, ostracizzato.
Forse al resto della truppa radicale capiterà lo stesso non appena apriranno bocca sulla politica internazionale o sui privilegi di qualche corporazione patronale o sindacale.
E allora? Qual'è la soluzione?
Io non lo so, Benedetto. So solo che nella CDL non ci sarebbe stata possibilità alcuna per i radicali nella loro interezza, come non ve n'è stata negli ultimi dieci anni. DIECI ANNI!! Non si può dire che non ci abbiamo provato.
Adesso ci provi tu, ma stai attento: te lo permettono solo perchè la tua "defezione" è conveniente a Berlusconi e soci a fini elettoral-opportunistici, per dar contro ai tuoi ex-copmpagni, colpevoli di andare a cercare libertà la dove per definizioni le libertà non possono essere.
Forse Berluisconi ha ragione, però con i socialisti possiamo vantare una storia di comunanza di ideali certamente più lunga e feconda che non con Berlusconi, Fini, Follini e Bossi. Un esempio? Non affronto il tema del tentativo di riforma proporzionale in spregio al nostro referendum solo perchè mi viene l'orticaria, ma a te che ti sei seduto alla destra del Silvio che effetto ti fa?
Che dire? Credo che un buona fortuna sia d'obbligo, ma un buona fortuna sincero e privo da qualunque ombra sarcastica. Ne hai bisogno e ne abbiamo bisogno, perchè chiunque lotti per affermare le idee radicali di qua o di la si merita il massimo sostegno.
Ciao
Nicola
Milano