La sfida della libertà
Le ragioni che portarono gli elettori italiani a scegliere in maggioranza le coalizioni di Centrodestra nel 1994 e, di nuovo, nel 2001 non sono venute meno. E’ la sfida della libertà che all’inizio degli anni ’90 scosse, prima nei referendum e poi nel voto elettorale, le fondamenta di un sistema politico che si era ripiegato su se stesso, inadeguato alle sfide del futuro, ed oramai incapace di trasformazione.
E’ la sfida della libertà che impedì agli eredi del comunismo e del fallimento politico, economico e morale della prima Repubblica, riuniti sotto le insegne del Centrosinistra, di perseverare nel malgoverno e nell’uso politico della giustizia. E’ la sfida della libertà che oggi anima le speranze e le ragioni di milioni di italiane e italiani, pur dopo anni difficili, a livello nazionale e internazionale, segnati tanto da delusioni quanto da faticosi progressi.
Innovazione contro conservazione
Ma non esiste alcuna possibilità che l’Italia regga, per il futuro, la “sfida della libertà”, se la politica italiana non raccoglie, da subito, la “sfida della modernizzazione”. L’Italia sta ancora duramente facendo i conti con un modello di sviluppo e di coesione che scaricava per intero il proprio costo sulle generazioni future e sugli equilibri finanziari e valutari del paese: un modello oggi semplicemente insostenibile, che ha premiato il privilegio contro il diritto, l’inefficienza contro l’investimento, la rendita contro la produzione, la “garanzia” contro l’iniziativa di rischio, la protezione contro la concorrenza, la “posizione” contro il merito, la conservazione contro l’innovazione. All’interno e all’esterno del continente europeo, gli ultimi decenni hanno invece premiato i paesi e i governi che hanno realizzato riforme liberali, innovative e di mercato, tanto sul piano economico-sociale, quanto su quello amministrativo-istituzionale. E’ a questi paesi che occorre guardare con fiducia. Ciò che li unisce non è stato il colore dei governi, ma il segno delle loro politiche. A connotare il loro successo è stata la qualità della reazione alla paura dell’integrazione competitiva dei mercati e dei sistemi economici. Dare una risposta di fiducia e di concretezza alle molte paure che la globalizzazione inevitabilmente porta con sé, convincere delle grandi opportunità di sviluppo civile ed economico che essa offre, costituisce il primo banco di prova della maturità delle classi politiche e della loro volontà riformatrice. Su questi temi, i Riformatori Liberali hanno l’ambizione di contribuire al rafforzamento delle posizioni e delle proposte liberali, liberiste, laiche, radicali e democratiche all’interno della Casa delle Libertà.
Perché la CdL
Le coalizioni che si confronteranno nell’appuntamento elettorale delle prossima primavera non sono certo diretta espressione delle tradizioni e opinioni politiche a cui intendiamo dar voce. Ma non vi è dubbio che non sono affatto equidistanti dalle proposte liberali che riteniamo debbano improntare la politica di governo. Al contrario. Le riforme tentate e quelle realizzate dalla coalizione del centrodestra (nei campi della fiscalità, della previdenza, della giustizia, del mercato del lavoro, del welfare e dell’istruzione) non sono state criticate, da sinistra, per la loro insufficienza, ma, al contrario, sono state denunciate per la loro violenza “eversiva”, per la loro natura “infame”, per essere atti di “macelleria sociale”. Rispetto alla modernità, e alle riforme liberali, il Centrosinistra si è regolarmente schierato dalla parte opposta. Si potrebbero fare decine e decine di esempi. Uno per tutti, la politica internazionale. Come tutte le democrazie del pianeta, l’Italia è sottoposta all’offensiva politica e terroristica del fondamentalismo islamico contro i principi ed il corpo stesso delle istituzioni liberali. Dopo l’11 settembre, il governo italiano ha dovuto velocemente regolare i conti con una politica estera, diffusa in Europa, che in ossequio al principio della “non ingerenza” e ad un multilateralismo di maniera, avrebbe rischiato di lasciare ancora più soli di quanto non siano gli Stati Uniti d’America. Il governo Berlusconi ha coraggiosamente schierato l’Italia a fianco della politica del presidente Bush e di Tony Blair di promozione internazionale della libertà e democrazia, intese come fondamento irrinunciabile delle politiche di sicurezza. Il radicale ancoraggio politico dell’Italia a questa politica di libertà, democrazia e sicurezza ha suscitato nella gran parte del Centrosinistra violente reazioni antiamericane e antioccidentali, che diverrebbero disastrose quando valessero a definire, da posizioni di governo, il ruolo internazionale dell’Italia.
E la laicità?
Non c’è dubbio che sui temi della laicità e delle scelte individuali vi siano oggi molti punti di conflitto fra la nostra impostazione e le posizioni prevalenti nel centrodestra. Non vogliamo attenuare il dissenso dalla scelte compiute dalla maggioranza della CdL, ad esempio, sulla fecondazione assistita o in merito ai cosiddetti Pacs. Tuttavia va riconosciuto che su questi temi, comunque trasversali e necessariamente oggetto di un aperto confronto parlamentare, mai il governo Berlusconi ha imposto ai dissenzienti l’obbligo di adeguarsi alla regola di maggioranza. D’altra parte, il numero e la qualità dei dissensi pubblicamente espressi vale a rassicurare della piena compatibilità della nostra presenza a fianco della casa delle Libertà. Per noi laicità significa fiducia nell’individuo, nella sua responsabilità di fronte alle conseguenze delle proprie scelte, nella sua libertà di coscienza: e per questo la contrapposizione che conta non è affatto fra laici e cattolici (o esponenti di qualsiasi altra religione) ma fra liberali e illiberali di qualunque credo e qualunque ideologia (statalismo laicista compreso).
La riforma liberale
Alle diverse varianti - tutte ugualmente corporative, stataliste, protezioniste, nazionaliste e isolazioniste - della “politica della paura”, che rischiano di contendersi, da destra come da sinistra, il governo del paese, occorre contrapporre l’alternativa di una “riforma liberale”. Nell’ultimo quinquennio si è finalmente sdoganato il glossario di una possibile politica riformatrice: liberalizzazioni, sussidiarietà, workfare, sburocratizzazione, outsourcing, flessibilità, innovazione, competitività, economia della conoscenza, promozione della libertà e della democrazia, riforma delle istituzioni internazionali… Ma, nonostante gli innegabili passi avanti compiuti grazie all’azione del governo, non si può dire che a queste parole abbia fatto seguito un complesso di scelte e di riforme coerenti e coraggiose. Guai tuttavia a sottovalutare il tenore e la durezza dell’opposizione praticata dal Centrosinistra ogni volta che queste “parole d’ordine” riformatrici hanno contrassegnato le politiche di governo della Casa delle Libertà. L’interesse alla conservazione, che unisce i referenti e le organizzazioni sociali su cui poggia l’assetto del sistema di potere italiano, e che si raccolgono attorno alla candidatura di Romano Prodi, non coincide con l’interesse del paese. Sarebbe assurdo ritenere che la Casa delle Libertà sia oggi in affanno per avere troppo “forzato” sui temi della modernizzazione (solo parzialmente affrontati) e per non avere abbastanza concesso alla politica dei propri avversari. Per queste ragioni, riteniamo che il rilancio dei temi della riforma e della modernizzazione liberale potrebbe restituire forza ad una coalizione, che non si può, neppure elettoralmente, permettere di essere conservatrice, e che deve raccogliere le sfide del futuro, lasciando ad altri le illusioni del passato.
Questa è la sfida che riteniamo la CdL debba raccogliere. Questo è il contributo che pensiamo di dovere assicurare, ben sapendo di rappresentare, su molti temi, posizioni oggi di minoranza. Esse sono tuttavia diffuse fra le italiane e gli italiani ben oltre i termini della loro attuale rappresentanza politica. Queste proposte possono senz’altro trovare accoglimento in una coalizione, la CdL, che deve la propria stessa origine e le proprie fortune elettorali alla speranza di cambiamento e di maggiore libertà.
www.riformatoriliberali.org
Clicca QUI per rivedere il video della conferenza stampa di presentazione dei Riformatori Liberali tenuta da Benedetto Della Vedova e Silvio Berlusconi, a Roma lo scorso 6 ottobre.
Posted by Benedetto Della Vedova at 06.10.05 13:39Siete grandi! Mi voglio subito iscrivere. Mi raccomando ora: cercate visibilità. Su Tocqueville è un tripudio di post. Complimenti.
Jinzo.
Come si fa a stare con quelli che tolgono l'ICI alle proprietà ecclesiastiche.
Posted by: roberto at 06.10.05 17:28Quelli sono i democristiani. Bisogna far tornare in sè Berlusca prima che lo facciano a pezzi.
Posted by: Jinzo at 06.10.05 18:36Complimenti caro Benedetto!
E' un sogno che si avvera,non pensavo riusciste a catturare cosi in fretta l'attenzione di Silvio Berlusconi,per adesso è una magnifica notizia,spero davvero che vi lascino lo spazio che meritate e che merita soprattutto il nostro paese tramite le vostre iniziative liberali e liberiste.
In bocca al lupo ed un abbraccio!
Liberista.
era ora .... avanti per liberare lÍtalia.... e farla europea
Posted by: iceam at 06.10.05 19:17nessun augurio...
perseverare nell'idea di stare insieme al peggior monopolista, al peggior partito xenofobo europeo, agli integralisti cattolici.. ed insieme ad adoranti, ad insignificanti comparse. Puoi ancora definirti liberale? Ma accidenti! Avrai anche fatto una cena con berlusconi.. e lui ti ha promesso soldi e carriera.. spero da sconfitto!.. Ma almeno il buon gusto di non definirsi liberale ..
Non auguri... ma la speranza che tu sia convinto.. sincero...ed onesto. Lasciami congetturare... per non dovere dubitare della tua intelligenza!..
Non è durezza la mia. E' il pensiero di chi non capisce ancora perchè hai fatto questa grave cazzata!
non esistono partiti su misura per persona: esistono le formazioni politiche reali e porre la questione dei limiti della CDL e' altrettanto inutile che ripetere quelli dell'Unione.
Esistono le priorirà che ciascuno di noi sceglie nel confronto con quanto e' relamente possibile.
Grazie per aver avuto il coraggio di questa scelta (che Taradash avrebbe potuto fare anni fa e forse con maggior seguito nell'area radicale da allora ulteriormente dispersa).
remo
Col mio blog(www.Maralai.ilcannocchiale.it)sostengo apertamente Benedetto della Vedova di portare i radicali nella Cdl, anche se si è perso tempo prezioso per colpa di Pannella.Da ex pannelliano chiedo che si abbia il coraggio di mandare in pensione Marco Pannella; prima ero da solo a scrivere queste cose, ora vedo che moltissimi amici bloggers concordano con me. Consiglio a Benedetto della Vedova di inviare messaggi del genere a Marco, in modo molto chiaro (e qualcosa alla Bonino, che ha portato senza pagarne le conseguenze il PR dall'8 per cento al due alle penultime europee)e pubblico, perchè si percepisca concretamente che una parte consistente del PR si è rotto le scatele di stare alla finestra.
Maralai
A Fabio voglio chidere se la condizione del "ne carne ne pesce" imposta da Pannella ai radicali durante (in tutte)le elezioni, è condizione da accettare? Chiedo un'altra cosa: chi ha portato i radicali ad Arcore? Chi ha detto che "se vince Prodi vado via dall'Italia? Senti amico, io ho dato la mia reputazione candidandoni con i radicali e riuscendo eletto consigliere comunale(in uno schieramento di sinistra)al mio paese, primo in Sardegna. Abbiamo sopportato fin troppo a lungo, e ti dico che allo "smarrimento" politico di Berlusconi ha contribuito Pannella. A me questo centro destra fa persino pena; ma è ridotto in queste condizioni(sono fortemente convinto) perchè noi siamo stati tagliati fuori. E non ditemi che è solo colpa di Berlusconi! In parlamento avremmo avuto modo di fare sentire una voce diversa dal coro; Pannella ha distrutto anche questa possibilità. E la Bonino, sentita a radio radicale, non si permetta mai più di abbrutire Benedetto della Vedova con il sarcasmo da girotondini("non so cosa avete mangiato a casa di berlusconi, forse anche bene", suscitando ilarità e volgari applausi della platea); cosa si doveva fare? Andare a traino di Pannella da Prodi? Ma con quale coraggio?
Maralai
:-(
Posted by: Ste at 06.10.05 23:14anche qui mi tocca leggere i commenti delle due contrapposte tifoserie pro polo-pro unione...
caro Benedetto, io come sai faccio parte dei radicali che cercano di perseguire l'altra strada con lo sdi ma questo non mi impedisce di farti il mio più grande in bocca al lupo per l'operazione che stai provando. che si entri da destra o da sinistra credo che sia importante sia esserci numerosi in parlmaento nella prossima legislatura. raffaele ferraro, tv
Sono con te, non deluderci.
Posted by: Alan at 07.10.05 01:07Vorrei dire a Raffaele che entrando da sinistra, faremmo vincere chi non ha nulla a che fare con la nostra politica. Se devo far vincere i democristiani, scelgo quelli senza i comunisti e i verdi.
Tutto sta nello stabilire delle priorità: a sinistra è più importante la strada prodiana dei diritti civili o quella forzista del liberismo e della politica estera atlantista?
Se permetti preferisco sacrificare il nome del comunista Zapatero, piuttosto che quello di Blair, indegnamente accostati nel tremolante trittico Zapatero-Blair-Fortuna, che usate come slogan.
Nessuna questione di tifo: solo semplice analisi della realtà.
E mandate in pensione Pannella e Bonino, dopo aver tolto la fascetta arcobaleno a Marco Cappato.
PESCE IN BARILE: Il simbolo dei riformatori liberali comprende un pesce tra la R e la L. Credo che quel pesce è lo stesso che i tanti liberali nella storia hanno collocato, sperando in qualche riforma, tra la balena democristiana e il rampantismo partitocratico. Oggi quel pesce, con la tua/vostra scelta, finisce nel barile di questo centro-destra fallimentare e che crea disastri ogni volta che mette mano su qualcosa. Quel barile sarebbe secondo DellaVedova (sempre più VEDOVA ) e gli altri scagnozzi, il contenitore all'interno del quale dovrebbe, dice lui, trovare più spazio la proposta riformatrice. All'indomani della proposta di riforma elettorale proporzionale da parte della CDL mi sembra che la scelta di Della Vedova sia sbagliata e destinata a fallire perchè è gia fallita in partenza. Consiglio al VALTELLINESE Della Vedova, vista la sua scarsa cratività e al suo aplomb funereo di dedicarsi di più alla cucina economica. POLENTA E OSEI.
Claudio Mandrelli
Posted by: Claudio Mandrelli at 07.10.05 10:47In Qlo alla Balena (è una opzione in più da votare nella CDl, che non fa tanto male)
Posted by: watergate2000 at 07.10.05 11:43Caro Benedetto,
pur essendo stato distratto da vicende personali che mi hanno tenuto impegnato su altre questioni, ho seguito per quanto ho potuto l'evolversi delle vicende che ti hanno visto protagonista.
Mi ha fatto uno strano effetto vederti a fianco del Berlusconi che, incalzato dai giornalisti, difendeva una legge elettorale che, da cittadino di Firenze e quindi di quella Toscana che ha già sperimentato sulla propria pelle una legge simile, posso tranquillamente definire dannosa per il paese. Dannosa per diversi motivi, che anche un proporzionalista come me non può fingere di non vedere. Il sistema delle liste bloccate lo ritengo un "furto" di sovranità del cittadino e non credo che il buon Popper avrebbe usato parole meno "violente" nei confronti di tale scelta.
Mi spiace molto che gli organizzatori dell'Assemblea annuale di LibertàEguale, tenutasi ad Orvieto la settimana scorsa, non abbiano pensato di invitare te oltre a Capezzone e Cappato (o forse l'hanno fatto senza successo, non lo so). Sicuramente molti dei discorsi fatti in tale sede (penso a Nicola Rossi, Salvati un'inedito Gianni Letta ed un sorprendente Treu) avrebbero potuto stimolare la tua attenzione e trovarti concorde su diversi punti.
So benissimo che la vita dei liberali è dura a sinistra e che tra le ragioni che illustri per la tua scelta a favore della CdL ve ne sono di innegabili eppure continuo a rammaricarmi del fatto che da oggi tra i Radicali sarà dura riuscire a sentire voci brillanti come la tua che si esprimono su temi economici. Fortunatamente almeno la rassegna stampa dei quotidiani economici del lunedì continuerà (almeno voglio sperare!) ...
Cordiali saluti,
Tommaso
Vai, Benedetto!
Ma per favore quel viatico ipocrita di Pannella deve campeggiare cosi'?
Ormai per lui, che si innamora delle sue stesse parole, Berlusconi e' solo un re Creso, indifferente a tutto tranne che al suo denaro e ai suoi lussi.
Sembra di sentire Francesco Caruso.
Buon lavoro.
Perla
Posted by: Perla at 07.10.05 13:53Insisto; legge "40", ricerca scientifica(negata), legge proporzionale, Berlusconi stordito, Follini, Tabacci(Tabacci!)Casini, Gasparri, Alemanno etc. esistono politicamente e mediaticamente per il vuoto profondo nella Cdl lasciato dai Radicali perchè spazzati via dal parlamento e dal potere. La colpa? In primis e in assoluto di Marco Pannella; segue a ruota Emma Bonino, poi le Bernardini e così via. Sono politicamente molto determinato a fare i conti ai due personaggi da me sempre votati, ma che hanno sbeffeggiato la nosta stima e l'ansietà di fare politica seriamente dentro(e non nel marciapiedi o bevendo urine) le istituzione. Pannella a casa: SUBITO.
Mario Nanni
Giudico profondamante sbagliata la scelta di Della Vedova. Anche sforzandomi, non riesco a trovare una sola legge giusta fatta da questo ignobile governo....ultima in ordine di tempo l'esenzione ICI a favore della chiesa cattolica!!! Comunque, auguro a Della Vedova e compagni di portare nel polo delle "libertà" (?!?) e, soprattutto, di far viovere, le idee liberali, laiche, socialiste, RADICALI. Non lasciatevi annientare come è successo a taradash, calderisi ecc!!!!!!
Posted by: domenico at 07.10.05 14:311. Tornano al proporzionale
2. Tolgono l'ici alla chiesa
3. Si oppongono ai diritti civili
4. Non fanno niente per liberalizzare l'economia (gli ordini professionali per esempio...)
CONSERVATORI ILLIBERALI
Evidentemenete però pagano bene, molto bene. O è bastato lo stipendiuccio al CNEL?
Posted by: Marco at 07.10.05 16:10a quando la cerimonia, officiata dal maestro Pannella, per la dazione dei trenta denari?
Posted by: drusillo at 07.10.05 18:04Eravamo in tanti soli a denunciare l'indecente stato di cose nel PR e simili (http://www.eclettico.org/cr/)...
Posted by: remo appignanesi at 07.10.05 21:35Domanada per Della Vedova e compagni: quale politica intendete portare avanti nella CDL per gli argomenti
-droga
-aborto
-divorzio
-laicismo
proprio in questo momento, in cui praticamente il 99% della cdl segue appieno le direttive vaticane (e, quindi, clericali, illiberali e controriformiste)?
Domenico,
sui temi della droga, dell'aborto e del divorzio avremo le stesse posizioni dei radicali pannelliani. Se ci sarà da votare in Parlamento cercheremo delle maggioranze trasversali: non è sui temi legati alla coscienza che si formano le maggioranze di governo!
Lo stesso vale per i diritti civili, la ricerca scientifica, la fecondazione assistita.
Saluti,
Gionata