14.09.05

I Radicali meglio a destra

da Cronache de L'Indipendente, pag. 1
di Benedetto Della Vedova
Il Comitato nazionale di Radicali Italiani si è concluso con una votazione che ha sancito la volontà di proseguire nel progetto di alleanza tra Radicali Italiani e Lista Coscioni da una parte e lo Sdi dall'altra. Lo sbocco di questo progetto non potrebbe che essere quello della presenza di liste radicalsocialiste (anche con la previsione della creazione di un nuovo soggetto politico) nell'ambito dell'Unione. Questa scelta ha le sue ragioni e le sue prospettive.

Ma la mia convinzione è che ragioni politicamente più convincenti e prospettive più promettenti dovrebbero condurre ad una scelta di segno opposto: la ricerca di un'alleanza con il centrodestra. Non è ovviamente il giudizio sull'operato della maggioranza e del governo in questi cinque anni a essere positivo o incoraggiante, viste le troppe incertezze, i troppi passi falsi e i troppi obiettivi deliberatamente mancati. E poco conta, da questo punto di vista, ribadire che l'esperienza dei governi di centrosinistra della precedente legislatura non offre certo migliori credenziali sul fronte delle riforme liberali (e neppure, considerata nel suo complesso, su quello del rigore nei conti pubblici): si vota giudicando il governo uscente e il progetto di quello futuro.
Proprio questa insoddisfazione diffusa e il conseguente rischio di sonora sconfitta elettorale impone al centrodestra di ritrovare lo slancio delle riforme liberali, in particolare sul fronte economico sociale. Il centrodestra dovrebbe prendere ad esempio la coraggiosa campagna elettorale neo-thatcheriana di Koizumi, che ha saputo sfidare le profonde radici stataliste, paternalistiche e consociative del Giappone. Quanto ad Angela Merkel e al centrodestra tedesco, il giudizio sull'esito delle elezioni appare sospeso, ma la candidata alla cancelleria di Berlino si è presentata sulla base di una piattaforma decisamente riformatrice in senso liberale. Che in un Paese conservatore come la Germania questo progetto coraggioso possa suscitare qualche timore abilmente cavalcato dai socialdemocratici non stupisce: staremo a vedere. Su questi temi la possibilità che le soluzioni liberal-liberiste trovino cittadinanza piena e contribuiscano a segnare la politica della coalizione sono sicuramente maggiori nel centrodestra che non nel fronte prodiano, dove la parola liberismo è quasi sempre accompagnata dal dispregiativo "selvaggio" (o da quello "americano", cui si attribuisce il medesimo significato). Su queste basi, nei termini che ho preannunciato al comitato di Radicali Italiani, io stesso, Marco Taradash e altri, daremo vita a un'iniziativa politica che intende contribuire a rafforzare le ragioni e le politiche liberali e liberiste nell'ambito della Casa delle libertà (oltreché a sostenere una politica internazionale improntata a rafforzare nell'ambito europeo un legame con gli Stati Uniti non meramente declamatorio ma fondato sulla ricerca di unità di intenti e di azione). Il successo di questa iniziativa dipenderà molto dai riscontri che essa incontrerà all'interno della Cdl medesima, ma sono sicuro che molti elettori ormai delusi o tiepidi saluterebbero positivamente il fatto che si formi una nuova aggregazione liberale nel fronte berlusconiano. Quanto ai temi libertari è chiaro che nel centrodestra prevalga un atteggiamento di chiusura. Vi sono però contraddizioni preziose, a partire da quella di Gianfranco Fini, che lasciano intravedere la possibilità di un confronto non ideologico. Magari ricordando, per restare in Europa, che il popolare Aznar si era spinto molto in avanti sul riconoscimento delle coppie di fatto o che il principale alleato della Merkel, il leader dei liberali Guido Westwelle, sia gay. Anche su questi temi, che pure non sono nell'agenda della maggioranza e del governo, è scontato che molti elettori del centrodestra non si riconoscono nelle posizioni ultraconservatrici.
Questa scelta non mette in discussione la mia militanza nel Partito radicale trasnazionale di Marco Pannella, che è un movimento non violento trasnazionale e transpartito che in quanto tale non si presenta alle elezioni.

Posted by Benedetto Della Vedova at 14.09.05 18:24

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Commenti

caro Benedetto,sono del tutto d'accordo con te:I radicali sono condannati al suicidio politico se continuano a seguire Pannella :il centro destra dall'altra parte con questa proposta elettorale ha raggiunto il fondo dell'abisso: dobbiamo organizzarsi da soli unici a difendere i valori liberali,libertari e liberisti,guardando lontano senza sporcarsi con nessuno,ma cercando,se possibile,collegamente con la parte sana e non inquinta del cosidetto centro destra.

Posted by: mauro marabini at 14.09.05 19:38

Continui così Della Vedova e ricordi a pannella che il lavoro sporco(taglio del welfare eliminazione di sussidi ecc.)l'hanno sempre fatto governi di destra(Thatcher,Aznar,koizumi,Regan).La sinistra nella storia non ha fatto altro che beneficiare del "lavoro sporco"compiuto dai governi di destra,continuando però sempre a ripetere le solite stronzate(pace,giustizia sociale,ecc.)che adesso purtroppo cominciano ad appassionare anche pannella.
Speriamo che in Germania vinca la merkel che con il ministro delle finanze Kirchoff introdurrà la flat tax al 25% e sicuramente cercherà liberalizzare l'economia tedesca.Spero che lei Della Vedova ,in caso di vittoria del centro destra, diventi ministro dell'economia.

Posted by: Daniele at 14.09.05 21:39

Un partito liberale vero, un centrodestra serio (guidato magari da un Mario Monti o giù di lì), qualche cosa che abbia a che fare con la Destra storica, magari pure Della Vedova ministro dell'Economia versione aggiornata di Quintino Sella. Fini si può pure tenere per un'avventura del genere, qualcun altro bravo (Pisanu) cinque anni di governo della Cdl l'hanno messo in luce... Lo so che è un sogno, ma solo i matti liberali soagnano così. Mario Ferrara docet.
Io ci sono.

Posted by: Alan at 15.09.05 01:35

concordo pienamente, sarà importante tessere una rete di contatti laici favorevoli cdx che coinvolgano i paritti (Pli,Pri,Nuovo psi, Psd, nuovo pli) le associazioni (giovine italia, gaylib, parte dei monarchici)i tink tank (ibl,ideazione) i gioranli (l'opinione e l'Avanti)le listeciviche ed i singoli persoanggi (taradash,negri,calderisi) per dar vita ad un incontro congresso per fare politica laica nel cdx non peresserne la retroguardia come è stato finora. oguno singolamente conta ben poco ed ha vari difetti ma insieme posiamo averevoce, voti e com,pensare i nei...singoli saremo solo deui portatori di voti che sperano nella mananimità del padrone di casa e dei leader di coalizione.

Posted by: lele at 15.09.05 12:42

eh be' caro Benedetto, come la mettiamo? Adesso la destra vuole fare il proporzionale; nell'ordine è l'ultimo tradimento delle speranze del 1994 (che avevo anch'io, ma su cui onestamente non ho mai fatto molto affidamento conoscendo i tipi (Bossi, Berlusconi, i dc...)). La destra di liberale non ha più niente, niente. A questo punto mi viene il sospetto che ci vai solo per una poltrona...

Posted by: Marco at 15.09.05 13:58

Sospetto risibile visto che a quel punto Della Vedova ci sarebbe andato alle scorse politiche e sarebbe di sicuro diventato un pezzo grosso del ministero. Perchè invece ci va oggi, quando la destra rischia di perdere?
Io invece vedo la situazione completamente al contrario: penso sia Pannella che cerca la poltrona....

Posted by: Jinzo at 15.09.05 14:40

Jinzo,
anzichè prendersela con Marco Pannella, perchè non inizi una seria disanima della politica della casa dell'illibertà e dello spazio che i liberisti possono trovare a destra?

Posted by: Marco at 15.09.05 18:50

La cosa che sfugge a chi taccia la CDL di essere illiberale, o non "abbastanza" liberale e' che la controparte si giova di una potentissima macchina di propaganda e che cio' che viene diffuso dall'inzio della legislatura (siamo magnanimi) sono solo palle stratosferiche. Che c'e' di "liberale" in questi mezzi? Siamo sicuri che questi non coincidano con i fini? E se fosse cosi', che significherebbe un'alleanza siffatta? Siccome i radicali hanno fin qui, e a differenza di quasi tutti gli altri, fatto uso del senso critico, non mi spiego la scelta di Marco se non con un neo-pragmatismo sacrificale volto a sanare una situazione politica ed economica impossibile da sostenersi. A chi porta ad esempio le Tatcher, i Regan e i Koizumi ricorderei che senza andare troppo lontano, in Italia fu la Destra Storica piu' che i Socialisti a garantire le conquiste sociali e dello Stato di Diritto. Possibile che anche i radicali ora usino piu' o meno consapevolmente dell'analisi marxista in sede politica ed economica? Allora avrebbe ragione Taradash quando dice che sarebbe meglio "staccare la spina". In ogni caso, se lo stato dovesse realmente trasformarsi in regime, sara' per colpa di chi aizza le masse a-critiche e non di chi cerca un inevitabile compromesso con uno strapotere culturale invincibele con i soli mezzi della Democrazia Rappresentativa.

Posted by: Lo PseudoSauro at 15.09.05 21:53

Caro Benedetto,
ti esprimo naturalmente il mio pieno sostegno per questa tua iniziativa politica.
Per quel "qualcosa" che sta per nascere mi permetto tre suggerimenti.
Il primo è quello di dirsi dichiaratamente ed orgogliosamente liberisti. Troverei riduttivo disperderci in un'onnicomprensiva identità laica tra socialisti come Stefania Craxi e repubblicani come La Malfa.
Il secondo è quello di fondare a tutti gli effetti un partito. Questi anni hanno dimostrato la sostanziale inefficacia della militanza nel centro-destra "a titolo personale" ed al contrario il grande potere condizionante che hanno i piccoli partiti. La scelta di optare per un partito, anziché per un'associazione, è anche fondamentale dal punto di vista della visibilità.
Il terzo è quello di essere "populisti", di non parlare solamente a piccole élites liberali, ma di puntare ad un "liberismo di massa". Insomma di qui alle elezioni lo slogan martellante dovrà essere "Basta Tasse e Basta Europa!".

In bocca al lupo!
Marco Faraci


Posted by: Marco Faraci at 15.09.05 22:15

Certo che il polo senza UDC e Lega ma con radicali e socialisti sarebbe tutt'altra cosa, vero Benedetto? Magari con il coraggio di fare le cose. Eppure mi stupisco di Berlusconi, che col suo narcisismo pensavo volesse lasciare qualche importante segno nella storia italiana. E invece non sembrerebbe avere il coraggio delle sue idee..

Posted by: Salvio Di Maio at 15.09.05 22:25

Il più grande sostegno per l'iniziativa liberale e liberista nella CdL...se si sarà spazio a queste componenti nel prossimo programma del centrodestra potrei anche convincermi a votare.
E' proprio quello che è mancato a questa legislatura per quanto mi riguarda.
Saluti

Posted by: Liberista at 17.09.05 11:38

L'UNIONE DEI LIBERALI
Caro Della Vedova, continui per questa strada e pensi in grande! Il suo non dovrà essere un partito che raccolga solo i radicali contari alla svolta a sinistra ma nche le numerose anime liberali che vorrebbero stare nel centro-destra ma non si sentono molto a loro agio in Forza Italia. Bisogna costruire un nuovo partito liberale forte che raccolga, oltre ai sopradetti Radicali anche il PLI, il Nuovo PLI, Liberali per l'Italia e tutti i piccoli partiti e movimenti liberali sparsi per il territorio!
Per quanto riguarda il rapporto da tenere con Forza Italia, bè si potrebbe fare come ha fatto nel 2001 De Michelis con il suo Nuovo PSI.
Sono convinto che il movimento "Liberalismo Popolare" fondato da Costa e Biondi, il quotidiano L'Opinione (Diaconale non ha mai nascosto di desiderare un'unione dei liberali nel centro-destra) e perchè no, la Fondazione Liberal e la Fondazione Ideazione sapranno contribuire alla realizzazione di questo grande progetto!
Io ci credo e tu?

Posted by: Paolo at 18.09.05 12:58

Il Presidente del Senato con il suo discorso al Meeting di Rimini ha segnato un netto distacco dal Marcello Pera del 1995, quello della "Convenzione per la Riforma Liberale", un Pera più conservatore, più legato alle radici cristiane e hai principi etici cattolici.
Io penso che ciò in un certo senso sia positivo, perchè attualmente il Presidente del Senato sta delineando la strada filosofica-morale che il futuro Partito Unico di centro-destra dovrà seguire.
Perchè positiva? Perchè con questa manovra i laici liberali che vorrebbero stare nel centro-destra ma che già nel 2001 non si sono sentiti a loro agio ad entrare in Forza Italia ora avrebbero la conferma di aver fatto la scelta giusta.
Positivo perchè in questo modo vi è la possibilità, una volta che è stato creato il Partito unico (FI+AN+UDC+PRI+Nuovo PSI) di creare un partito laico liberale liberista e libertario (moderato) che possa stare nel centro-destra affianco al Partito Unico ma con una propria identità e autonomia. E’ per questo che Benedetto della Vedova dovrà fare un duro lavoro per chiamare a se tutti i laici liberali riformatori sparsi nel territorio e creare un nuovo soggetto politico che possa stare nel centro-destra.

Continui così Benedetto e buon lavoro!

Posted by: Paolo at 19.09.05 21:34

Caro Della Vedova, Taradah e Calderisi, continuando il discorso sulla costituzione di un nuovo partito, vi invito a contattare gli esponenti dei principali partiti e movimenti liberali presenti in Italia e con loro creare il Comitato nazionale per la Costituente di un nuovo Partito Laico Liberale.
A ciò dovranno seguire una serie di iniziative consistenti in convegni, dibattiti, tavole rotonde, workshops... in giro per l'Italia, affinchè si uniscano a voi i numerosi partitini, piccoli movimenti e associazioni liberali sparsi per il territorio.

Una volta costituito il Partito sarebbe opportuno rimediare qualche finanziamento per la creazione di un Think-Tank liberale dal quale far nascere le proposte più impegnative e complesse. Esso a mio parere dovrebbe essere strutturato in cinque aree di studio: Geopolitica e Politica Estera; Economia, Finanza e Welfare; Ricerca Scientifica e Competitività; Pubblica Amministrazione e Burocrazia; Diritti Civili.

Posted by: Paolo at 20.09.05 15:41