28.07.05

La forza del maggioritario

di B. Della Vedova (dall'Indipendente)
La politica non vive di sola legge elettorale, questo è chiaro. Ma non è casuale che in italia ancora così tanto si discuta di maggioritario o proporzionale. L’abbandono del sistema proporzionale ha coinciso con una radicale modifica del sistema partitico, ricostruito e ricomposto dopo le asimmetriche falcidie operate dalla magistratura. Ma non ha coinciso con l’introduzione di un sistema maggioritario “vero”, bensì con una ibridazione tra proporzionale e maggioritario che ha finito per riprodurre in misura patologica le vecchie dinamiche partitocratiche.

E per produrre una scissione tra vita parlamentare - dove le maggioranza sono comunque ancorate ai risultati del sistema maggioritario - e vita politico/partitica dove tutto ruota attorno alla cifra elettorale, passata e futura, di ciascuna forza.
Che la crisi attuale possa essere interpretata come il “fallimento” del maggioritario appare dunque bizzarro.
L’esperienza di questa legislatura è tutta qui: un Governo stabile e duraturo dovuto alla prevalenza in sede parlamentare del voto maggioritario e una coalizione indebolita fino all’inazione a causa della parossistica (ancorché in questo contesto fisiologica) attenzione dei capi partito al voto proporzionale (con annesso finanziamento pubblico). Il primo elemento è comunque quello più importante dal punto di vista del sistema politico e ha consentito una tenuta inusuale per il nostro paese di scelte di politica internazionale, in un periodo in cui la politica internazionale ha rappresentato un dato di rilevanza assoluta. Sul piano delle politiche economico sociali i risultati sono stati invece più deludenti, nonostante le riforme previdenziali e del mercato del lavoro, della scuola e della giustizia. In parte per le lacune di quelle riforme, in parte perché altro poteva e doveva essere fatto, ad esempio sul fronte della riduzione della spesa pubblica, delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni. Attribuire le difficoltà e i risultati mancati alla legge elettorale sarebbe assolutorio per questa e per qualsiasi altra coalizione, ma sarebbe anche sbagliato nel momento in cui sotto accusa finisse il sistema maggioritario piuttosto che la quota proporzionale.
Anche il condizionamento delle ali estreme degli schieramenti appare più legato alla quota proporzionale che al maggioritario. E’ vero che, solo per fare degli esempi, un mancato accordo con la Lega o con Rifondazione finirebbe per determinare la sconfitta certa di uno schieramento, ma è altrettanto vero che un sistema maggioritario puro ridurrebbe tale sconfitta ad un fatto episodico, difficilmente riproponibile alla successiva occasione.
Invocare la peculiarità italiana in fatto di pluralità di culture politiche e sostenere che per questo è necessario assicurare un sistema di rappresentanza proporzionale (non si capisce a questo punto il perché di uno sbarramento) significa inevitabilmente far prevalere il dato della rappresentanza su quello della governabilità. Gli elettori sono ormai decisamente più preparati della classe politica ad una scelta elettorale binaria, senza che questo implichi una massificazione indistinta delle posizioni culturali e politiche. L’ipotesi di un partito unitario del centro destra, ad esempio, finirebbe per dare unità vera nel momento elettorale ad anime differenti, che si uniscono su alcune grandi opzioni programmatiche continuando a mantenere le proprie specificità. Specificità che non rischierebbero più di avere effetti paralizzanti sulla attività di Governo, prima ancora che legislativa. Le difficoltà di questo progetto, semmai, oltre a quelle legate alle dinamiche di potere interne alla coalizione, risiedono in un sistema disegnato per premiare elettoralmente la scelta opposta. Analogamente, va da sé, si potrebbe dire del centrosinistra.
Chiudiamo come abbiamo iniziato. La politica vive di contenuti, di riforma e di conservazione, di tradizione e di innovazione, di adeguatezza o di improvvisazione delle classi dirigenti. I sistemi elettorali non sono tutto, dunque, ma sono nemmeno elementi neutri rispetto alla efficienza delle istituzioni. Oggi l’Italia avrebbe bisogno di più maggioritario (con il federalismo ed il presidenzialismo) che di un ritorno al proporzionale ed ai suo riti. O no?

Benedetto Della Vedova

Posted by Benedetto Della Vedova at 28.07.05 12:22

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Commenti

Anche io ho scritto un pezzo contro la proporzionale. Sono per il maggioritario puro. In tanti fanno finta di dimenticare i nefasti effetti del proporzionale. Ottimo post, come sempre. GM

Posted by: www.mariniello.org at 28.07.05 13:31

Si, si e ancora si, caro Benedetto.

;)

Posted by: semplicementeliberale at 28.07.05 13:44

Abbiamo selezionato il post per Tocque-Radio di oggi.
Grazie!

www.radioalzozero.net
redazione@radioalzozero.net

Posted by: valerio lo monaco at 28.07.05 15:25

... è SI!!!!
PRESIDENZIALISMO!

Posted by: Luca at 28.07.05 16:49

Come dici tu l'Italia avrebbe bisogno di riduzione di spesa pubblica, di privatizzazioni e liberalizzazioni. I sistemi elettorali non sono certamente neutri, ma in Italia si parla di questi temi solo ed esclusivamente per mettere fumo negli occhi e per evitare di prendere decisioni impopolari, o per giustificare il fatto che tali decisioni non si siano prese. Lo stesso vale per federalismo e presidenzialismo.
Sono stato un sostenitore dei referendum di Segni. Tuttavia oggi penso sia meglio non parlarne proprio di questi argomenti. Fino a quando non ci sara' la volonta' di fare cio' che l'Italia ha veramente bisogno (per inciso, quando parlo di privatizzazioni intendo cessione del controllo ai privati!) discussioni su sistemi elettorali e altro sono, a mio avviso, non solo inutili, ma controproducenti.
Un saluto dalla Valtellina.

Posted by: Lorenzo Ruffatti at 28.07.05 18:36

Complimenti per l'articolo.
Purtroppo sembra che in questo periodo ci siano parti politiche che, molto ansiose di un pericoloso (per noi tutti..) "ritorno al passato", cercano di mettere in discussione proprio i pochi passi che in questi anni si sono fatti, o si stanno facendo, nella direzione giusta (maggioritario, federalismo, presidenzialismo).
Per questo credo che articoli come il suo, oggi, siano particolarmente importanti.
Cordiali saluti

Posted by: Ulisse Bemer - Bra (CN) at 28.07.05 20:06

Condivido totalmente l'analisi.
Resta da capire cosa realmente pensa in materia l'ondivago Berlusconi.
Analizzare la situazione italiana in base alla solita categoria dell'"eccezionalismo" e dell'anomalia, ha ormai fatto il proprio tempo.
Perche' delle due l'una: o il frazionismo partitocratico italiano e' una patologia sociologica ed un vero e proprio tribalismo, oppure la pletora di partiti e' figlia dell'occupazione delle istituzioni da parte di gruppi di privati cittadini (i partiti medesimi) che cosi' facendo le tengono in ostaggio. Io propendo decisamente per la seconda ipotesi.

Posted by: Phastidio at 28.07.05 20:43

Sono d'accordo con la tua analisi, ma focalizzo la mia attenzione soprattutto sulle ultimissime righe che hai scritto, anzi su una: "presidenzialismo".
Soltanto definendo in modo univoco un candidato presidente e soprattutto una squadra di governo precisa si potrebbe andare a fare delle primarie serie, si spiegherebbe chiaramente ai cittadini chi governerà e come si governerà il paese. Ho il timore che omettendo questa riforma, anche in un sistema maggioritario, i partiti riuscirebbero ugualmente a mantenere il potere, ricostituendosi per esempio come gruppi parlamentari subito dopo l'ingresso in Parlamento e riprendendo a minacciare crisi, ritiro di ministri e quant'altro.

Posted by: Marco Paolemili at 30.07.05 14:00

A miuo avviso sarebbe + utile un proporzioanle poichè il parlamento deve rispecchiare le visioni politiche della società cd "paròlamento fotocopia" di contro per garantire la stabilità di governo è necessario il presidenzialismo e l'elzione diretta del premier, senza fiducia delle camere ke diventerebberro legislatori puri!

Posted by: lele at 01.08.05 08:17

Solo il proporzionale ci può salvare il maggioritario è una vera e propria truffa

Posted by: jazztrain at 25.08.05 00:28

Lo scopo dell'appuntamento elettorale non dovrebbe essere quello di garantire ai cittadini un governo stabile ma rappresentativo. Con tutte le conseguenze che porta, anche negative per certi aspetti, il sistema proporzionale resta quello "più democratico" in quanto garantisce al cittadino una rappresentanza in parlamento. Accettando uno sbarramento per evitare i micropartiti resto comunque dell'opinione che il maggioritario non può essere il sistema elettorale di un paese democratico. Basti vedere cosa è accaduto in questi anni, con i governi di entrambe le parti: il Parlamento non è più la sede della discussione e del potere legislativo, è completamente svuotato di significato. Ormai infatti il potere legislativo è del Governo, non più del Parlamento. Questo porta come conseguenza una completa assenza di dialogo fra gli schieramenti (che, ricordo, rappresentano noi cittadini), non c'è discussione costruttiva e le riforme viaggiano a colpi di maggioranza. A me questo non piace, qualunque parte ci sia al governo. Se il proporzionale restituisse almeno in parte al Parlamento il ruolo che dovrebbe avere, allora ben venga.

Posted by: Wolfram at 06.09.05 12:15