22.07.05

«I Radicali con l’Unione? Un errore, è meglio il centrodestra»

di Adalberto Signore (Il Giornale, pagina 8)
Della Vedova: «Con Taradash e altri riformisti ci stiamo muovendo per aprire uno spazio politico nella Casa delle libertà. A sinistra ci hanno sempre definito “eversivi’’ e “reazionari’’»
[Clicca QUI per ascoltare la reazione all'intervista da parte di Marco Pannella questa mattina su Radio Radicale]
«Sono anni che nel Partito radicale pongo il problema di una politica delle alleanze che ci consenta di tornare in Parlamento. Fino a un mese fa mi è stato detto che per noi era impossibile, poi in pochi giorni si è deciso che in fondo una scelta poteva essere fatta e si è iniziato a lavorare sulla partecipazione al cartello elettorale prodiano». Benedetto Della Vedova, economista, eurodeputato radicale dal ’99 al 2004, oggi membro della direzione del partito, ha più di una perplessità sulle ultime scelte di Pannella e compagni.

Perché dopo la vicenda dell’ospitalità alle Regionali, la convergenza referendaria con i Ds e lo scontro con la Cdl (considerata ormai una sorta di polo clericale), i Radicali hanno spostato decisamente il loro baricentro verso l’Unione di Romano Prodi.
Una scelta che non la convince?
«Be’, quando io parlavo di alleanze mi rispondevano che la mia era “la politica del nulla”. Emma Bonino si è spinta a dire che se fosse prevalsa la mia linea lei non avrebbe avuto più nulla a che spartire con i Radicali mentre Marco Pannella mi ha invitato a guardare altrove, in particolare alla Margherita».
E invece lei guarda dall’altra parte?
«Io dico che si sceglie il cartello prodiano passando attraverso un alleanza con lo Sdi e abbandonando anche l’ipotesi dell’ospitalità. Di questo bisogna prenderne atto. Si è scelta una coalizione più sintonica su un tema come quello della laicità emblemizzato dall’opposzione alla legge 40, un tema comunque controverso visto che non mi pare che l’Unione abbia nel suo programma l’abrogazione della 40. Ecco, dico che in nome di questo si è disposti ad arrivare in Parlamento a fianco sì di alcuni liberali, ma pure dei pacifisti “senza se e senza ma”, degli antiamericani espliciti, dei giustizialisti, del verdi “ogm-free” e dei comunisti contrari alla legge Biagi. Capisco che in questo momento l’investimento sull’Unione appare vincente, ma sostenere un pezzo storico del sistema di potere come Prodi...».
Insomma, non è d’accordo sulla strada intrapresa?
«Il presupposto è che non è realistico pensare che i Radicali possano condizionare in modo decisivo una delle due coalizioni. La scelta, quindi, deve rispondere a criteri diversi, di prospettiva. Nell’ultimo decennio noi siamo stati la forza più radicalmente liberale e filoamericana, quindi più “antisinistra italiana”. Non solo sulla guerra, ma pure sulle politiche economico-sociali, sul mercato del lavoro, sulla giustizia. Non è un caso che l’establishment di sinistra ci abbia più volte definito “eversivi” o “reazionari”. Insomma, una sinistra che si accingesse a compiere una rivoluzione “blairiana” non avrebbe mai linciato con tanta violenza l’internazionalismo democratico di Pannella e della Bonino. Invece, c’è stata un’improvvisa e poderosa accelerazione verso il centrosinistra senza neanche il tempo di discuterne negli organismi del movimento».
Pensa che per i Radicali ci siano condizioni più favorevoli nel centrodestra?
«Sarebbe una scomessa anche questa, ma potenzialmente foriera di maggiori risultati politici. La Cdl ha in parte disatteso le speranze della riforma liberale, ma dice di volerne essere ancora interprete sul piano culturale e politico».
Quindi?
«Sono convinto che proprio questa crisi possa finire per spingere sull’acceleratore della modernizzazione liberale. E sono sicuro che Silvio Berlusconi è il primo ad esserne convinto. È una sorta di condanna: per gestire l’esistente il centrosinistra è più attrezzato, ma una ripresa dello spirito riformatore berlusconiano del ’94 riveduto e corretto è la scommessa a cui i Radicali dovrebbero guardare. È per questa ragione che con Marco Taradash e altre persone di storia politica radicale, liberale e riformista, ci stiamo muovendo per aprire uno nuovo spazio di politica liberale e liberista nel centrodestra».
Sul referendum sulla procreazione, però, le posizioni della Cdl sono state molto distanti dalle vostre.
«Il referendum ha dimostrato che nella Cdl una maggioranza conservatrice e attenta alle indicazioni della Chiesa non ha impedito un esercizio della libertà di coscienza perfino a ministri e leader. E non mi sembra che l’Unione sia indifferente alle pressioni del Vaticano. Ripeto, non si sceglie tra la migliore delle coalizioni possibili, ma tra una delle due».
Questo gruppo di radicali di cui ha parlato, sarrebbe anche disposto a confluire in un eventuale partito unico del centrodestra?
«La prospettiva del partito unitario, sempre nell’ambito di un sistema bipolare, sarebbe una sfida affascinante per i Radicali. Ma anche se si arrivasse ad un nulla di fatto, la voce liberista e liberale dei Radicali troverebbe maggiore accoglienza e possibilità di esprimersi nella Cdl. E questo a partire dalla forza politica e riformatrice ancora inespressa di Forza Italia. Insomma, l’ambizione è di offrire un contenitore a quegli elettori del centrodestra legati a un grande progetto di trasformazione liberale del mercato e delle istituzioni e insoddisfatti non della moderazione ma del moderatismo che troppo spesso è prevalso all’interno della coalizione. Se questa ipotesi dovesse trovare conferma, la metteremmo subito sul tavolo della discussione sulle alleanze dei Radicali. Come ulteriore possibilità, da scegliere o scartare. Poi si vedrà. È per questo oggi non mi sento un “ex”».
È pensabile che alle prossime politiche tra i simboli dei partiti della Cdl ce ne possa essere uno uno che fa riferimento a una sorta di area «neoradicale»?
«La cosa migliore sarebbe avere il simbolo dei Radicali».

Posted by Benedetto Della Vedova at 22.07.05 19:48

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Commenti

finalmente uno che parla come mangia:

" Si è scelta una coalizione più sintonica su un tema come quello della laicità emblemizzato dall’opposzione alla legge 40, un tema comunque controverso visto che non mi pare che l’Unione abbia nel suo programma l’abrogazione della 40. Ecco, dico che in nome di questo si è disposti ad arrivare in Parlamento a fianco sì di alcuni liberali, ma pure dei pacifisti “senza se e senza ma”, degli antiamericani espliciti, dei giustizialisti, del verdi “ogm-free” e dei comunisti contrari alla legge Biagi. Capisco che in questo momento l’investimento sull’Unione appare vincente, ma sostenere un pezzo storico del sistema di potere come Prodi"

Complimenti :-)

Posted by: watergate2000 at 22.07.05 13:47

Bel post!
Posso citarlo su RadioAlzoZero.net nella trasmissione di oggi?
Grazie, ciao,
Valerio
www.steppenwolf.it
redazione@radioalzozero.net

Posted by: valerio lo monaco at 22.07.05 15:05

La domanda sorge spontanea: siamo sicuri che all'interno del partito radicale vi siano processi decisionali autenticamente democratici, ad esempio in tema di scelta delle alleanze?

Posted by: Phastidio at 22.07.05 15:18

Phastidio, rispondo alla tua domanda invitandoti ad osservare la reazione di Pannella alle parole di Della Vedova nell'ultimo e risibile congresso del partito radicale: vergognosa.
Perchè risibile dico?
Perchè:
1)Ma c'era bisogno di un congresso per affermare (senza discussione alcuna e totalmente a priori) che con il polo è finita e che ora la piazza buona è l'Unione?
2)Ma quale libertà e libertà... E' Pannella che sceglie e decide per tutti e chi non è d'accordo va fuori!
3) Vi ricordate la mitica frase di Pannella (www.sevinceprodiscappoallestero.com) riguardante cosa fare nella remota possibilità che Prodi vinca le elezioni del 2006? Che pagliacciata!

Domanda che faccio a tutti i bloggers liberali e radicali:
Ma cosa c'entra il liberalismo con il socialismo?

Conclusione:
Della Vedova attendiamo il partito libertario italiano a destra.
Siamo in tanti a seguirla mi dia retta:
contro la sinistra di ogni genere, contro la destra reazionaria.

Posted by: Robert Nozick at 22.07.05 16:07

Confermi la tua spiccata intelligenza politica. Sinceri complimenti!

Posted by: G.L. at 22.07.05 19:12

Leggendo tutta l'intervista ho pensato subito ad una rottura, quasi definitiva. Un altro pezzo che perdiamo per strada, mi sono detto. La penultima frase mi ha confortato. Lei è radicale, lo è fin nel midollo. Lo è come Pannella e Bonino, che infatti cita ad esempio. Qui l'unica cosa che stride con Pannella è la strategia. E stride da tempo. Personalmente - da iscritto a RI - ho sempre pensato che avesse ragione lei quando affermava che star fuori dalla "mischia" non ci avrebbe portato lontano. E che anche qualche eccesso di anticlericalismo andava "limato".

Il fatto evidente, però, che questa destra non è certo quella del 94. E così come i semi radicali non attecchirino non si capisce come possano farlo ora. E pur vero che nel CSx il discorso è analogo seppur contrario. Insomma, la scelta appare, comunque la si veda, piena di contraddizioni. Però di una cosa sono certo: gli italiani, in questo momento storico, badano soprattutto al portafoglio. E i temi economici saranno più importanti di altri. Sarà da capire quanto la visione liberale possa essere percepita positiva dagli italiani.

Rispondendo a Nozick, il partito laburista inglese si definisce "democratic socialist party", ed è certamente un partito liberista. E' da capire quanto liberismo e libertarismo è presente nei partiti socialisti italiani. Ma, allo stesso tempo, quanto liberismo c'è nel centro destra?

Quindi che fare? Personalmente continuo a seguirla, e spero di vederla tra ottobre e novembre a Roma, al congresso dello stesso partito.

Posted by: salvio at 22.07.05 19:14

Infatti: i temi economici saranno molto importanti. I radicali vogliono schierarsi con chi ha sfruttato le agevolazioni fiscali della mutualità per scalare una banca, dissanguandosi sul piano finanziario e patrimoniale senza avere alcuna strategia d'impresa, ma rispondendo solo al diktat del principale partito di opposizione? E' questa la cultura del mercato che vogliamo? Ma al contempo, vogliamo anche la cultura della concorrenza degli Storace? Sarà una scelta lacerante, non c'è dubbio, altro che second best...

Posted by: Phastidio at 22.07.05 20:11


da liberale sono convinta che il Tuo progetto, ambizioso e intelligente, sia la scelta politica più giusta e coerente per tutte le anime riformiste liberali oggi mortificate dall'oggettiva impossibilità di espressione e di azione all'interno delle differenti coalizioni.
E' un progetto credibile e merita la più ampia diffusione. Pertanto spero in future occasioni di confronto come quella avvenuta a Bari il 29.6.u.s.e comunque Ti sarò grata se potrai informarmi di eventuali incontri o dibattiti sul tema.
Buon lavoro.

Linda Inchingolo (Liberali per la Puglia)

Posted by: Linda Inchingolo at 22.07.05 20:19

Egregio signor Della Vedova,credo che lei sia l'unica persona pragmatica del suo partito(che farebbe bene a lasciare).Ma è possibile che ogni volta che si ascolta Pannella su radio radicale non fa altro che parlare di preti,chiese e otto per mille?Ma è possibile che il PR si voglia schierare con la sinistra poichè ritiene che i problemi religiosi siano il vero problema di questa nazione?Ma è possibile che solo lei parli di cose serie come l'economia in questo partito (che solo all'apparenza è liberale)?Capisco che anche la laicità dello stato sia un problema da affrontare al più presto,ma credo anche che la chiesa non abbia tutto questo immenso poter che pannella vuole mettere in evidenza a tutti i costi.Per fortuna che c'è lei Della Vedova che sembra l'unico ad interessarsi di tematiche economiche,infatti è anche per questo che cerca in tutti i modi di non far alleare il PR con la sinistra,perchè allora sarebbe veramente la fine per un vero programma economico.Ma è possibile che pannella attacca solamente i preti dimenticandosi di parlare della lobby dei sindacati,farmacisti,tassisti,giornalisti,avvocati,notai,ecc.Che razza di paese è quello in cui io da semplice persona nonostante abbia tutte le competenze per farlo non posso (per limiti legali)aprire una farmacia,stipulare un contratto liberamente,pagare un dipendente senza stare a vincoli che sono forzati dalla legge ecc.Allearsi con la sinistra vuol dire trascurare la parte più sostanziosa delle libertà:quelle economiche.Se pannella si allea con la sinistra significa che non è affatto per la libertà.La Francia ad esempio è uno stato rigidamente laico,ma è una nazione in decadenza sotto tutti gli aspetti(economici e politici).Questo dimostra che la prosperità di una nazione dipende minimamente dalle istituzioni religiose(sempre che queste non agiscano in modo oppressivo e violento).Poichè è lei l'unico esponente che si occupa di vere tematiche(economia) è l'unica persona realista e pragmatica di un partito anti-liberale, assolutamente idealista e senza schemi.Spero che entri al più presto a far parte di una destra moderna,lontana da posizioni clericali ma anche da posizioni corporative e anti-mercato(cosa di cui purtroppo la cdl è stata vittima).Solo con una simile forza politica e con figure come lei si potrebbe veramente cambiare il destino di una nazione sempre più patria di rentier e dove i capitalisti sono diventati una razza in via d'estinzione.

Posted by: Daniele at 23.07.05 01:49

il tentativo di ricostituzione di uno "spazio" radicale all'interno della CDL va considerata una buona notizia nel deserto programmatico che ha caratterizzato il dibattito politico più recente, teso più all'ingegneria che ai contenuti.
Da coordinatore comunale di F.I.di Orvieto, mi sono sempre speso per dare cittadinanza nel partito alle battaglie radicali, segnatamente quelle del caro amico Luca Coscioni, a cui ho anche proposto 'ospitalità' nelle ultime elezioni regionali.
Nel mio piccolo, sono disponibile a qualsiasi contributo per la riuscita del progetto. Auguri di buon lavoro

Posted by: antonio barberani at 23.07.05 10:34

Felicissimo per la nomina al CNEL e condivisione assoluta della tua linea politica favorevole ad un accordo col centrodestra nel segno della prospettiva liberale e liberista.

Ciao

Andrea Costantini

Posted by: Andrea Costantini at 23.07.05 16:52

I radicali non hanno, nello schema politico italiano attuale, una collocazione ideale. Ma questo è il problema di tutti, con quel papocchio del mattarellum. Una cosa è certa: se i radicali si accordano con l'unione perdono il mio (potenziale) voto

Posted by: flussodicoscienza at 23.07.05 19:06

Post interessante. A parte lo " ma una ripresa dello spirito riformatore berlusconiano del ’94 riveduto e corretto". Quale spirito riformatore? Lì era un imprenditore nei guai per aver perso i suoi decennali riferimenti politico-massono, pls.

Posted by: Fabrizio at 24.07.05 09:07

E' vero quello che tu dici salvio, eccetto il fatto che un partito libertario possa essere nel contempo socialista. Quelo che mi chiedo io è dunque: secondo te il partito laburista, che sernza dubbio è liberista, risulta veramente essere socialista? Purtroppo non mi sembra che nell'Unione ci sia Tony Blair, ma Pecoraro, Diliberto, Cossutta, Rizzo, Mussi, Bertinotti, Salvi, Folena...
Liberisti?
Almeno a destra si fa finta di esserlo...
A sinistra neanche questo.

Posted by: Robert Nozick at 24.07.05 10:31

Robert, forse vuoi dire che c'è qualche contraddizione tra dirsi socialista e liberale (più che libertario). Beh, penso che il nuovo socialismo sia questo invece: un partito liberale in economia, libertario nelle libertà personali, con un occhio di riguardo per le ingiustizie sociali del mondo (vedi commercio equo, eliminazione sovvenzioni agricoli che sfavoriscono paesi poveri, etc).
Liberali a destra più che a sinistra? Bah, questi 4 anni non mi è sembrato di vederne alcuno. Fare finta non basta.
Benedetto, io credo che la sua missione liberale nel cdx sia alquanto ardua, così come quella nel csx. Certo è che non possiamo più stare fuori dal gioco.

Posted by: salvio at 24.07.05 13:46

Finalmente qualcuno lo ha detto!
Non posso che approvare e appoggiare le sue dichiarazioni.
Come è già accaduto con le regionali trovare ospitalità sia a sinistra che a destra per i radicali è cosa assai difficile e ciò accade perchè i democristiani sono un'pò ovunque. Detto ciò, è inutile negare che i radicali hanno più cose in comune con il centro destra che con il centro sinistra e ciò lei lo ha spiegato bene nell'intervista al Giornale.

La domanda che bisogna porsi è come fare a ricavarsi uno spazio nella casa delle libertà senza incorrere nel veto dei democristiani?

La risposta potrebbe essere quella di percorrere la strada intrapresa dalla Lega Nord.
Come lei saprà la Lega non ha alcuna intenzione di essere inglobata nel Partito Unico dei Moderati ma non per questo vuole terminare l'alleanza con la Casa delle Libertà; Adornato e Co. hanno così deciso di usare la formula tedesca del CDU-CSU: Una forza moderata che sappia dialogare ed allearsi con la Lega e con nuove forze extra coalizione (che nel nostro caso potrebbero essere i radicali.

Concludo invitandola ad iniziare un costruttivo dialogo con Adornato e la Fondazione Liberal su questo argomento.

La ringrazio per la cortese attenzione e complimenti per la nomina al CENL

Paolo Todeschini, Padova

Posted by: Paolo Todeschini at 24.07.05 22:54

Condivido pienamente quello che dice Daniele (a cui ricordo che ex art. 1321 ss. non è vero che non può stipulare liberamente un contratto): in questo preciso momento la laicità dello Stato è l'ultima cosa che passa per la testa degli italiani; sono ben altri i problemi a partire da quelli economici, ma bisogna considerare anche l'avvento del terrorismo internazionale, la crisi della UE...
Pannella non può pensare unicamente alla laicità dello Stato poichè in questo modo più che una risorsa diventa un freno del Partito Radicale. Partito e non semplice movimento, certo le battaglie dei radicali ne rappresentano l'dentità, ma un partito si deve occupare anche di altre cose e non solo dei referendum: uno Stato non si governa da solo.

Con la sinistra (o meglio con parte di essa) i radicali hanno in comune solo il laicismo per tutto il resto le idee sono molto più simili a quelle del centro destra.

La strada da intraprendere è quella indicata da Della vedova e Taradash. Piuttosto che allearsi con la sinistra è meglio rimanere così come si è ora.

E quindi necessario che questa storia non si esaurisca in una semplice intervista al Giornale ma che continui: si deve instaurare un vero e proprio dibattito sia dentro che fuori il PR.
Infatti vi sarà, a mio parere, un sicuro appoggio da parte dei liberali di FI, dal momento che rischiano sempre più di essere fagocitati dagli ex-democristiani.

Quello che intendo dire è che il centro-destra può trovare un vero equilibrio tra laici e cattolici, moderati e riformisti solo se ne fanno parte i radicali; altrimenti il rischio è una nuova DC.

Posted by: Giovanni Schiavin at 25.07.05 12:27

Salvio a me invece è sembrato di vederne molti nel centrodestra e zero nel centro sinistra. Il fatto è che quelli del centro-destra sono fagocitati dalla componente reazionaria-democristiana.
Elenco dei liberali più noti del centro destra:
Biondi
Martino
Del Pennino
Boniver
Prestigiacomo
Adornato

Redazione dell'Opinione
Nuovo PLI
Fondazione Liberal
Ideazione
Il Foglio

Nel centro snx?
Il Riformista.

Posted by: Robert Nozick at 25.07.05 18:43

Se questi discorsi si concretizzassero in scelte chiare del partito, tornerei senza dubbio a votare radicale; ho voglia di farlo, tanta, ma ad ogni elezione devo combattere con la sensazione di un voto buttato via o, peggio, dato a chi di liberale non ha niente nella propria storia e nei programmi.
Sono d'accordo con chi dice che l'unico punto di contatto con il centro-sinistra è il laicismo.
Forse mi sbaglio, ma credo che se i radicali diventassero un po' più pragmatici si aprirebbe un grande periodo di cambiamento politico per l'Italia.

Posted by: Mario M at 27.07.05 18:20

Con chi abbiamo la dignità di "convivere"?

Se vogliamo farne una questionedi seggi, poltrone e di posti di potere da occupare, ed allora,forse conviene stare con la destra, che questa lingua la parla bene, anzi, e l'unica che conosce.
Infatti, Bossi, ed il suo misero 3,5 % in base all'accordo firmato con berlusconi, (e depositato dal notaio, impongono ogni giorno alla maggioranza, la propria linea, chepoi e' quella che va tutta e solo a favore della distruzione dello Stato e negli interessi di Berlusconi.

Se vogliamo invece parlare di interessisociali, allora un pensierino alla Sinistra (leggi: centro-Sinistra) allora forse lo bisognerebbe fare.

Ma i radicali, aldila' della loro ìimpostazione,, spesso si sono fatti carico di battaglie sociali di interesse popolare, divorsio, aborto ed altro ancora ne sono un esempio.

Ed allora; forse e meglio non puntare ad una "battaglia per il seggio, magare bloccato, nel senso di "sicuro";
e meglio che i radicali si facciano ancora una volta carico di essere portavoci di battaglie di giustizia e diu libertà, senza avere paura, del confronto, dello scontro, e magari della sconfitta
http://www.uonna.it/radioarchimede.htm

Posted by: radioarchimede at 28.07.05 12:45

Taken from:
http://canali.libero.it/affaritaliani/politica/irangay.html


L'Iran impicca due teen-ager gay
Sabato 30.07.2005 11:00
Una foto da brivido. Che racconta una realtà raccapricciante. In
Iran

pochi giorni fa sono stati pubblicamente impiccati due ragazzini di
16 e 18 anni. Quelli che sono ritratti in questa immagine pochi
secondi prima della loro morte. Si chiamavano Mahmoud Asgari e Ayaz
Marhoni. La loro colpa? Erano innamorati. L'uno dell'altro. Tutto
qui.

Già, avevano una relazione omosessuale. E per questo sono stai
ammazzati. Proprio nello stesso giorno in cui in Inghilterra un teen-
ager batteva Tony Blair davanti ai giudici, per far cancellare la
legge che impone il coprifuoco serale ai minori di 16 anni, bè più o
meno negli stesi minuti due teens iraniani venivano ammazzati come
bestie.

Ora la foto di Mahmoud e Ayaz sta facendo il giro del mondo
attraverso internet e una petizione on-line chiede che le
organizzazioni per i diritti umani intervengano per fermare quello
che è un vero e proprio sterminio: negli ultimi 25 anni in Iran sono
state uccise oltre 4.000 persone tra gay e lesbiche. Per la
sola "colpa" di amare una persona dello stesso sesso. Una
impiccagione ogni 3 giorni.

Si può firmare la petizione on-line per cercare di stoppare questo
orrore: l'indirizzo è

www.petitiononline.com/1021ir/petition.html

Per ora ci sono 4.650 firme. Non è detto che serva a qualcosa, ma
chiudendo gli occhi tra tre giorni toccherà a un altro. E un altro
ancora. E a Ferragosto ci saranno già stati altri 6 morti.


Alessandro Rimassa

Posted by: Alex at 01.08.05 08:51

Tra i Links che consigli potresti aggiungere anche quello della Fondazione Liberal (www.liberalfondazione.it), del Centre for Policy Studies (www.cps.org.uk), della Fondazione Luigi Einaudi (www.fondeinaudiroma.it), della Free Foundation (www.freefoundation.com), del Center for Economic and Policy Research (www.cepr.org) e ce ne sarebbero molti altri...

Saluti

Posted by: Giovanni at 05.08.05 16:11

Finalmente i radicali tornano a casa, nel centro sinistra insieme ai socialisti, ai liberali di sinistra, ai laici democratici, etc....
Della Vedova non è mai stato un "vero" radicale, altrimenti non starebbe lì a dire quanto è bella e buona la dx italiana, che di bello e buono e liberale non ha proprio niente. Al massimo può ricordare il partito liberale di Malagodi (in peggio)

Posted by: Marco at 12.08.05 15:40

Non mi risulta che esista liberalismo a sinistra....
Infatti il PLI veniva considerato la destra storica.

Posted by: Robert Nozick at 14.08.05 19:32

Caro Della Vedova, leggo su Panorama che in completa rotta con la deriva clericale di FI ma con la benedizione dei liberali come Alfredo Biondi e, si dice, di Silvio Berlusconi in persona, Alessandro Cecchi Paone stia lavorando per creare un polo laico, liberale, anticlericale e radicale all'interno del centro-destra. Dopo aver letto la sua intervista al Giornale non mi resta che invitarla a chiamare con se gli altri esponendi radicali contrari alla svolta a sinistra e a unirsi a Cecchi Paone.

Che dire, io la vedo già Sottosegretario all'Economia nel prossimo governo Berlusconi... Sicuramente potrà infliuire di più in via XX Settembre che nel CNEL per realizzare un vero progetto riformista e liberale: l'unica soluzione perchè l'Italia esca dal tracollo in cui si trova attualmente.

Posted by: Tode at 26.08.05 23:29

Della Vedova, Taradash e tutti i riformisti radicali che non ci stanno a stare in Parlamento affianco ai pacifisti “senza se e senza ma”, agli antiamericani espliciti, ai giustizialisti, ai verdi “ogm-free” e ai comunisti contrari alla legge Biagi (come sostieni Tu nell'intervista al Giornale,) cosa ci fate ancora nel Partito Radicale dopo che ha deciso di allearsi con la Sinistra!? Unitevi al Partito Liberale Italiano di De Luca che ha molto bisogno di liberali riformisti come voi!
Pannella non vi merita e tanto meno Prodi che con voi non ha proprio un bel niente a che fare!

In questo momento l'Italia ha bisogno di un vero progetto riformista liberale per poter uscire dalla crisi in cui si trova ora. A realizzare questo progetto però può riuscirci solo il centro-destra, ma è necessario che l'anima riformista liberale prevalga su quella conservatrice corporativa.
E' per questo che vi invito ad unirvi ai liberali presenti nel centro-destra così da far meglio sentire la vostra voce!

Se il Partito Unico del cdx diventerà una nuova DC o un nuovo partito liberale e riformista dipenderà da voi (e dagli altri liberali e riformisti non radicali), da quanto farete sentire la vostra presenza!

E' tempo di muoversi, è tempo che tutti i librali si riunscano: Nel PLI i Laici-Liberali, in Forza Italia i Cristiano-Liberali.

Posted by: Anni at 27.08.05 15:21

Concordo al cento per cento con Anni. Avanti dottor Della Vedova: vogliamo il partito Libertario nella CdL.

Posted by: Robert Nozick at 29.08.05 12:40

Beh, sul fatto che Blair sia liberista, e sull'uso in molti commenti dei termini liberismo e libertarismo, nutro seri dubbi.
Blair ha senza dubbio attuato importanti privatizzazioni, e ha ridotto notevolmente il peso dell'apparato burocratico del Regno Unito, ma il liberismo è un concetto molto più ampio. Il partito laburista, privo della guida di Blair ( il quale comunque non può fare miracoli ), sarebbe il più becero e socialdemoggggratigggo dei partiti europei: sentirlo definire liberista mi fa venire la pelle d'oca.
A Salvio volevo dire che il libertarismo ( almeno il filone riconducibile al mondo liberale e di matrice statunitense - non quello europeo socialisteggiante- ) è inconciliabile con il "nuovo socialismo". Quest'ultimo è keynesiano e statalista in economia e solo apparentemente liberale in materia di libertà personali. In realtà i socialisti amano parlare di diritti più che di libertà, e la differenza tra i due termini non è da sottovalutare. I primi presuppongono una qualche entità che li conceda e tuteli e assomigliano tanto ad una generosa elargizione da parte del leviatano; le libertà sono invece aspirazioni naturali e sacre dell'individuo, preesistenti a qualsiasi altra cosa, stato e diritto compresi. Le libertà non possono essere scisse, non ha senso parlare di libertà personali ed economiche. Si tratta di un tutt'uno indivisibile. I socialisti limitano in maniera vergognosa e intollerabile le seconde, essenziali per la piena realizzazione dell'individuo, per questo non potranno essere mai definiti liberali, nè liberisti nè tanto meno libertari...

Carmelo Impusino -LIBERAMENTE

Posted by: LIBERAMENTE at 04.09.05 14:59

caro Della Vedova, Le esprimo appoggio e apprezzamento per la sua scelta di costituire (insieme a Taradash e Calderisi) un movimento liberista e liberale che possa allearsi o confluire con la CDL. Non vedo come Pannella possa conciliare quello che ha affermato fino a ieri con la sua scelta di correre con l'Unione. Il problema che avete di fronte è quello dei midia: fuori dall'Unione nessuno parlerà di voi, a meno ché non ci sia un netto appoggio di Berlusconi. Verrete demonizzati e disprezzati dalle grancasse lobbistiche e mediatiche della sinistra. Per quel che mi riguarda sono pronto ad iscrivermi al vostro movimento se, come spero, vedrà la luce.

Posted by: agostino bitocchi at 05.09.05 17:10