di B. Della Vedova (dal Corriere Economia)
Laddove non è riuscita la caduta tendenziale del saggio di profitto riuscirà la pigrizia? Adottando sul posto di lavoro la strategia della pigrizia, cui ci esorta nel suo corrosivo pamphlet “Buongiorno pigrizia” la francese Corinne Maier, “si diventa parassiti all’interno del sistema, contribuendo così ad accelerarne l’ineluttabile crollo”. Il sistema, si spiega nella riga seguente -e qui la parafrasi di Marx si fa più esplicita -, è naturalmente quello “di un capitalismo le cui coordinate di base sono il cinismo e l’assurdità”.
All’impronta si potrebbe pensare anche alla “risata che vi seppellirà”, dove alla risata si sostituisca lo sbadiglio, ma inoltrandosi nella lettura si scopre che il consiglio della Maier è ad una pigrizia dissimulata, non ostentata.
Corinne Maier però non subisce il fascino del marxismo e nemmeno usa l’ideologia. “Semplicemente” si applica in una incalzante dissacrazione dell’organizzazione aziendale delle grandi imprese, dei suoi riti e dei suoi falsi miti, seppur con un pizzico di francese supponenza.
Alla fine, però, ciò che convince di più non è l’aspetto di vademecum del quadro dirigente per lavorare meno e avere tanto quanto si ottiene lavorando molto; e nemmeno l’evocazione di una sorta di rivoluzione luddista non contro le macchine ma contro l’organizzazione del lavoro nell’azienda globalizzata, vittima di una incomprensibile “neolingua” del tutto autoreferenziale. No, l’impressione è che milioni di impiegati abbiano più da temere che non da gioire per il successo editoriale di “Buongionro pigrizia”. La Maier, si passi la scarsa originalità, dice che “il re è nudo”; smitizza l’organizzazione aziendale dei “master” del “benchmarking” e del “feedback” evidenziando le sacche di improduttività che vi si annidano. Spiega, dal suo punto di osservazione quale dipendente del colosso monopolista dell’energia francese, la EDF, come moltissimi impiegati e dirigenti vivacchino pestando acqua nel mortaio. Se proprio da questo l’autrice trae la sua esortazione a non sperperare energie in inutili stakanovismi, azionisti grandi e piccoli che prendessero sul serio il libro potrebbero partire lancia in resta alla caccia delle inefficienze, per “creare valore” e aumentare la competitività delle aziende. Più che al crollo, insomma, “Buongiorno pigrizia” potrebbe finire per servire alle buone sorti del capitalismo.
La Francia, si sa, è la patria della legge sulle 35 ore, la formalizzazione legislativa di quel “lavorare meno, lavorare tutti” in voga nell’Italia degli anni ottanta. Ma quella Legge non ha avuto molta fortuna. La scorsa settimana al Parlamento Europeo si è votata una Direttiva che prevede che l’orario massimo settimanale fissato in 48 ore sia calcolato come media di tutte le settimane dell’anno. Una importante misura volta alla flessibilità nell’organizzazione del lavoro. Il Parlamento ha però cassato la proposta avanzata dalla Commissione su di un altro punto qualificante: la possibilità, su base contrattuale o individuale, di “opt out”, cioè di derogare a questo limite. Proprio per la bocciatura di questo punto, salutata da molti eurodeputati socialisti come una “limitazione del danno” necessaria ai sostenitori del sì al referendum sul nuovo Trattato Costituzionale, l’intera normativa rischia di arenarsi. Alcuni Governi, infatti, giudicano inaccettabile questa limitazione alla libertà contrattuale. Tra questi la Gran Bretagna del laburista Blair, dove la possibilità di allungare l’orario di lavoro è oggi garantita (con tutela del lavoratore che non voglia aderirvi) e alcuni paesi dell’Europa dell’est. Come dire: i paesi europei dove il capitalismo sembra godere della migliore salute non vogliono limitare la possibilità di allungare l’orario di lavoro quando serve. Forse l’orario lungo vale più per operai e impiegati che per i quadri manageriali e dirigenziali, ma è difficile pensare che imprese soggette alla competizione internazionale chiedano un orario allungato solo perché non si accorgono delle ampie sacche di “pigrizia” presenti in azienda. Una previsione: è più facile che il capitalismo globale sconfigga la pigrizia - anche quella francese - piuttosto che il contrario.
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Posted by Benedetto Della Vedova at 16.05.05 19:04