da La Provincia di Sondrio
A chi capita in questi giorni di soggiornare o di transitare per Tirano, non può sfuggire uno spettacolo impressionante. Basta alzare lo sguardo verso il versante orobico - operazione che diviene automatica per l’incessante ronzio degli elicotteri che trasportano materiale - per vedere le imponenti torri di acciaio zincato che si stanno erigendo.
In pochi giorni il panorama è mutato e le sciabolate di luce che provengono dalla montagna evidenziano che, dopo tanto discutere, il megaelettrodotto proveniente dalla Svizzera nel volgere di una settimana stia diventando realtà. Esteticamente una brutta realtà, non vi è dubbio.
Nessuna tentazione di cedere alla sindrome Nimby (not in my back yard), che in questo caso suonerebbe così: l’elettrodotto è necessario e va bene, purché lo facciano da qualche altra parte. Dopo il black out dell’anno scorso, le deficienze nell’interconnessione della nostra rete elettrica con quelle francese e svizzera (che ci portano energia elettrica sovrabbondante in quei due paesi nuclearisti) sono apparse in tutta la loro pericolosità. Bisognerebbe a lungo discutere della mancanza di programmazione energetica nel nostro paese, della necessità di nuovi impianti, della diversificazione delle fonti e di risparmio energetico. Ma nel frattempo diventa difficile argomentare in astratto contro gli elettrodotti di interconnessione, tra l’altro previsti in sede europea per dare maggiore razionalità alla distribuzione di energia in tutto il continente.
Ciò non esime dal sollevare alcune questioni che, almeno a chi scrive, non appaiono ancora chiare.
L’interramento era impossibile come immagino o “solo” antieconomico? Il tracciato scelto è quello comunque considerato meno pesante sul piano paesistico, o semplicemente il più facile da realizzare? Il tracciato definitivo, è, anche nei dettagli, quello concordato con gli enti locali? La posa delle torri, avviene con la più scrupolosa attenzione a minimizzare la devastazione dei boschi, o l’unico criterio è quello della velocità? Sono stati considerati, almeno in via precauzionale, i problemi dell’inquinamento elettromagnetico (argomento ancora assai controverso dal punto di vista epidemiologico, ma regolamentato da una legge che, lo si ricorderà, portò ad una crisi diplomatica in relazione ai ripetitori della Radio Vaticana)?
Infine: mi è stato spiegato che affinché il riflesso futurista dello zinco lasci spazio a tinte più consone ai castagneti deve passare almeno un anno e quindi per questo aspetteremo pazienti (salvo che, da quanto ho capito, torri di settanta metri dovranno comunque avere la cima dipinta in bianco e rosso per ragioni di sorvolo). Ma una cosa ancora non è dato di capire: la visuale sull’elettrodotto nuovo fiammante conta altre linee divenute minori ma non per questo meno ingombranti. La promessa razionalizzazione (resa possibile dal Gestore Unico del trasporto dell’elettricità) con conseguente smantellamento dei tralicci non più necessari, sarà mantenuta? E in che tempi?
Sono interrogativi ai quali si attendono, seppur tardive, risposte pubbliche e non reticenti. Le attendiamo anche noi che, usando in abbondanza telefonini, computer, decoder ed altre splendide invenzioni divoratrici di elettricità, non abbiamo nessun pregiudizio contro l’energia elettrica, chi la produce e chi la trasporta. Del resto, non ci sarebbe bisogno dell’arte comunicativa di Alessandro Gasmann (testimonial della pubblicità per il colloocamento di Terna, la società proprietaria della rete elettrica) per dare in modo chiaro ed univoco queste informazioni ai cittadini - molti dei quali magari stanno diventando azionisti della stessa Terna.
Benedetto Della Vedova
www.benedettodellavedova.com
GJ: GIGA JOULE, miliardi di Joule.
Il Joule è l'unità di misura dell'energia adottata dal Sistema Internazionale.
Off topic, posso complimentarmi per l'articolo liberista sul Sole 24 Ore di oggi?
Per inciso e incredibilmente, la pag.9 del Sole è stata forse la più liberista dell'anno, in quel giornale di industriali assistiti...
Saluti e buon proseguimento.
Friedrich