01.04.04

"Sappiano che sono sconfitti in partenza" di B. Della Vedova (La Provincia di Sondrio)

Il terrorismo che colpisce “le cose”, non è diverso da quello che colpisce le persone. E’ meno drammatico e non infligge pari sofferenze alle persone e alle comunità, ma si pone il medesimo obiettivo di sovvertire la convivenza civile e le sue regole. Il terrorismo è ricatto e intimidazione.

Il terrorismo contro un paese libero o, semplicemente, in un paese libero, è un vigliacco tentativo di impedire il confronto di idee e di soluzioni; e di impedire che il confronto si svolga secondo gli strumenti della democrazia.
Qualcuno ritiene che il terrorismo sia stato in passato e possa essere oggi “giustificato” da condizioni di oppressione e negazione della libertà e del diritto. Anche in questi casi, però, gli strumenti della nonviolenza e della disobbedienza civile, non solo sono incruenti, ma quasi sempre più incisivi. Dove la libertà e il diritto sono rispettati (mai abbastanza, ma lo sono), la nonviolenza si fonda sulla fiducia, in chi la pratica, nella possibilità di suscitare il consenso popolare, l’appoggio e la mobilitazione “della gente” . Chi, animato da altro che non la mera furia distruttrice, sceglie invece la violenza anonima sa che nessuno lo seguirà, nel suo piccolo o grande disegno di violenza.
Accostare il terrorismo a quanto accaduto ieri nella nostra provincia potrebbe apparire ardito, specie in un tempo in cui la furia terrorista si abbatte sanguinaria sulle città dell’occidente. No: proprio perché conosciamo i tempi che corrono, abbiamo il dovere di interrogarci e di agire. Abbiamo un’occasione per far capire che, anche se il gesto è stato poco eclatante e innocuo per le persone, nessuno, per nessuna ragione, seguirà i violenti sulla loro via e che sono sconfitti in partenza.
Saranno le eventuali rivendicazioni e le indagini a fare luce tra la ridda di ipotesi che si sono affacciate dopo l’esplosione che ha abbattuto il traliccio dell’Enel in Valchiavenna.
Siamo di fronte ad una episodio di “ecoterrorismo”? Si voleva e si vuole colpire l’Enel, magari per lanciare un avvertimento in relazione all’elettrodotto di interconnessione con la Svizzera che dovrebbe attraversare la nostra valle? Oppure l’intimidazione è rivolta alla Falck e alle attività programmate nell’impianto di Novate Mezzola? Oppure ancora si tratta di un episodio da ricollegare a disegni più generali del terrorismo che, sul piano nazionale o internazionale, vuole la destabilizzazione? Vedremo.
Ciò che deve essere ben chiaro, però, è che la reazione civile a quanto accaduto non può e non deve aspettare la risposta a questi quesiti. Guai ad ingigantire in preda all’emotività; guai a minimizzare per superficialità. Il “perché” è importante, naturalmente, ma è contro il “come” che bisogna reagire, senza se e senza ma. Con misura, ma con fermezza.

Posted by Benedetto Della Vedova at 01.04.04 17:30

NB. Per evitare fenomeni di spam, e' possibile inserire commenti solo per alcuni giorni successivi alla pubblicazione del post.
Commenti