03.09.02

Promozione delle vendite nel mercato interno (proseguimento)

Discussioni del Parlamento europeo
SEDUTA DI MARTEDI' 3 SETTEMBRE 2002
Promozione delle vendite nel mercato interno (proseguimento)
Della Vedova (NI). – Signor Presidente, signor Commissario, signor relatore, io credo che la proposta di regolamento, ora all'esame del Parlamento, vada accolta con favore perché, se è vero che, da un lato, le vendite promozionali rappresentano una fattispecie e una quota di mercato tutt'altro che trascurabile, è anche vero, dall'altro, che ad oggi vigono alcune leggi nazionali, con i vincoli che esse impongono alle promozioni,

n particolare alle vendite sottocosto, che, di fatto, pregiudicano l'affermazione del mercato interno. Ritengo che la Commissione ci abbia proposto un testo equilibrato e in grado di affrontare in modo adeguato il problema dell'inesistenza, per le promozioni e per le vendite promozionali, di un vero mercato interno, frammentato in leggi differenti che vietano in taluni paesi alcuni comportamenti che in altri sono consentiti.

Io temo che alcuni degli emendamenti proposti dalla commissione giuridica rischino di compromettere l'efficacia di questo testo. Mi riferisco in particolare agli emendamenti nn. 29 e 32 che, seppur ricorrendo alla difesa del principio di sussidiarietá, rischiano di fatto di vanificare quanto il regolamento dice e propone sulla fattispecie delle vendite sottocosto. Credo che si debba, innanzitutto, dire una cosa: esistono a livello comunitario, esistono a livello dei singoli Stati, le autorità per la concorrenza; esistono le leggi sulla concorrenza e tutte le fattispecie che rientrano nella concorrenza sleale, quindi anche le vendite sottocosto, che assumono la fattispecie della concorrenza leale, vengono perseguite secondo quella via. Esistono le autorità per la concorrenza, ma in tutti gli altri casi le vendite sottocosto non solo non sono negative ma sono un fatto positivo. Sono naturalmente un fatto positivo per i consumatori, che possono acquisire beni o servizi a un prezzo assolutamente vantaggioso per loro, per un periodo transitorio o meno poco importa. E non è vero, a mio avviso, che le vendite sottocosto siano necessariamente un danno per le piccole aziende; anzi, spesso le piccole aziende ricorrono alla vendita sottocosto per lanciare un prodotto, per lanciare un esercizio commerciale, dato che non hanno a disposizione grandi risorse finanziarie per campagne promozionali su larga scala o, spesso, nemmeno su piccola scala. Credo che questo sarebbe un danno che si rischia di infliggere a consumatori e aziende.

Un'altra chiosa: la questione dell'inflazione. Penso al caso dell'Italia, ma non solo: aver, com'è successo in Italia, penalizzato fino a renderle di fatto impossibili, le vendite sottocosto ha contribuito pro quota a creare le condizioni di un mercato meno competitivo e, quindi, di un mercato più a rischio sotto il fronte dell'inflazione da prezzi.

Posted by Benedetto Della Vedova at 03.09.02 11:54

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