09.02.09

Eluana: Della Vedova su Bondi, Su Eluana non nasce, ma va in crisi in progetto del Pdl

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato PDL:

Sandro Bondi sa quanto io abbia apprezzato e apprezzi la sua sincerità politica e il suo sforzo di dotare di solide radici culturali e popolari il progetto politico del Pdl. Proprio in nome di questa stima, devo dichiararmi in grave e profondo dissenso con quanto egli ha sostenuto nell’intervista al Quotidiano Nazionale.

Il Pdl non può nascere come “partito dei valori”, né trovare il proprio punto di unità ideale e morale nella posizione assunta dal Governo e dalla maggioranza sul caso Englaro. Un partito che abbia l’ambizione maggioritaria di rappresentare l’intera società italiana e di offrire ad essa soluzioni di governo (anche sui temi bio-politici) non può ideologicamente espellere quanti (e sono, almeno, una buona metà degli italiani, tra cui milioni di elettori del Pdl) oggi difendono le ragioni di Beppino Englaro e non quelle dell’intervento del Governo.

Sul caso Englaro, quindi, non nasce né si consolida, ma rischia di andare in crisi il progetto di un “partito aperto”, in cui possono riconoscersi milioni di cittadini con diverse e anche opposte convinzioni morali, uniti – innanzitutto – dalla capacità di rispettarsi gli uni con gli altri.

Posted by Benedetto Della Vedova at 09.02.09 13:03

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Commenti

Signor Della Vedova, delle due l'una :
o lei mente a se stesso o mente a noi ... o entrambe le cose ...

Posted by: anteo at 09.02.09 13:32

Beh la deriva "valoriale" del PDL purtroppo era nota e si sta sempre di più identificando come partito "conservatore", "vaticanista", che come liberale.
Manca una vera forza laica indipendente (fatta eccezzione per quei radicali "ospitati" dal PD).

Posted by: Luca at 09.02.09 14:04

Sono pienamente d'accordo con la posizione di Della Vedova e con quanto scritto da Luca ... che fare? Nel senso: quale collocazione politica possiamo avere in Italia noi laici liberali?

Posted by: elenasofia at 09.02.09 20:20

Eluana
Non so se qualcuno avrà il coraggio di pubblicare o leggere questo mio scritto, ma
se ciò dovesse accadere, innanzitutto, desidero ringraziare il Presidente Napolitano, anche se politicamente non sono mai stata dalla sua parte, è un grande Presidente, pieno di sensibilità. Credo, sia la persona che in questo momento sappia vedere più chiaro di tutti.
Grazie ancora. Sono una credente, o meglio una che si fida di Gesù, che ha detto che Suo Padre ha molte dimore dove andremo a vivere dopo la morte, nella gioia e nella quiete, insieme a chi, sulla terra è stato caro al nostro cuore. Eluana ci sarebbe andata ormai da 17 anni. Qualcuno si è messo al posto di Dio, parlando e decidendo a Suo nome. Abbiamo fatto di tutto in Suo Nome, comprese le guerre. Questa è la cruda verità. Penso ci sia una dignità da rispettare, sia nella vita, che nella morte. Se succedesse a me, di rimanere immobile senza poter comunicare, vorrei essere lasciata andare, in modo naturale senza agghiaccianti sondini infilati nel naso fino in gola, che mi costringano a nutrirmi per forza. Vorrei morire come si faceva una volta, quando ti davano da mangiare fino a quando si poteva. Poi man mano, indebolendoti, scivolavi in uno stanco torpore e te ne andavi. Una cosa ricordo chiaramente, quando il caro medico di famiglia diceva”: Siamo nelle mani di Dio”, anche se eri all’ospedale ti permettevano di tornare a casa e lì tutti i cari restavano intorno al morente per tutto il tempo, tenendogli la mano, pregando e facendogli compagnia e coraggio e non te ne andavi come ora, disperato e solo. Si pensa mai, quanta sofferenza infliggiamo a tanti poveri esseri indifesi e soprattutto se vorremmo lo stesso trattamento? Mi sbaglio o Qualcuno disse chiaramente di non fare agli altri ciò che non vorremmo fosse fatto a noi. Voglio farvi soffermare e riflettere riguardo lo stato di quelli ai quali viene messa l’alimentazione forzata, spessissimo si tratta di persone anziane che non possono più parlare né muoversi, né piangere. Che non hanno nessun modo di comunicarvi il loro dolore. Immaginate la disperazione, se provando i dolori più insopportabili, credono di urlare, ma siccome nessuno sembra accorgersene, comprendono con terrore che nessun suono esce, dalla loro bocca, anche se nella testa l’urlo è incessante, continuo e lacerante Pensate al loro terrore ed impotenza. Hanno mal di denti? Noi corriamo subito ai ripari. E loro? Magari passano giorni o peggio. Cistite? Uno dei dolori più terribili e magari con il catetere lo hanno di continuo. Vertigini? Drammatiche! Solo a fare un piccolo movimento con il capo, ti senti morire ed invece ti stanno cambiando rivoltandoti come un calzino. Urli disperato, ma nessuno ti sente. Mi fermo qui, perché c’è da mettersi a piangere disperati. Questo è rispetto per la vita? E LO FAREMMMO IN NOME DI DIO? Non addossiamoGli i nostri misfatti. Lui era buono e leniva la sofferenza. Noi siamo solo carnefici. E mi chiedo, se siamo tutti uguali davanti a Dio, perché alcuni possono decidere d’evitare questo
supplizio ed altri no? Mi riferisco alla morte di Suor Lucia di Fatima; quando il Cardinal Bertone ne diede pubblicamente l’annuncio, disse testualmente:” Suor Lucia, da alcuni giorni non si
nutriva più e si è spenta serenamente”. Solo un malato di mente, oserebbe pensare che abbia rinunciato alla vita. E solo andata in un luogo felice, che aspetta tutti noi, senza farsi trattenere oltre. Lo stesso vale per Giovanni Paolo II che ha espresso chiaramente di” voler tornare alla casa del Padre”. Uno di noi, senza la sua certezza e santità, sperando lo stesso in cuor suo che Dio
l’accogliesse nella Sua casa; magari avrebbe rifiutato l’alimentazione forzata, con parole più crude, come quelle di” voler morire”, sicuro che Dio sappia leggere nei cuori la verità. Non a caso il Signore disse a Samuele, .”…io non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore”. Io come cattolica ho l’obbligo di credere nelle verità di fede, ma voler morire in modo non artificiale, credo non lo sia. Mi sarei aspettata che la Chiesa tuonasse forte:” Fate che tutti possano morire naturalmente, senza accanimenti, in modo dignitoso. Non li trattenete qui a forza nel dolore, come se la morte fosse la fine di tutto. Non è così, chi muore, ritorna a casa, in un luogo felice”. Allora mi chiedo:” Siamo sicuri che ci credano?” Ed ancora :” Quanti interessi ci sono dietro? Le case farmaceutiche che producono questi “intrugli nauseabondi”, guadagnando fior di quattrini, se tutto finisse, non sarebbero certo contente o sbaglio?”. Qualcuno dice che sarebbe togliere loro da mangiare. Non è così. E’ darglielo per forza. Ho creduto giusto dire ciò che penso, anche per il timore che domani dei medici possano decidere per me. E non voglio. Forse vi chiederete perché ho citato la Bibbia. Sono una ex insegnante di religione. Qualcuno si potrà scandalizzare, ma credetemi la pensa come me moltissima gente, molta di più di quella che si creda e non solo laici. Di una cosa sono sicura, che Eluana quando entrerà nella luce, troverà Qualcuno che abbracciandola e tenendola stretta a Sé, le dirà dolcemente:”Benvenuta figlia mia, ti aspettavo da tanto tempo!”.
Giuseppina Remedi
8-2-2009

Giuseppina Remedi
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Tel. 3381295004

Posted by: Giuseppina Remedi at 23.02.09 00:20